L´Ulivo:”Presto la manovra-bis” e Pezzotta sospende il giudizio

02/10/2002


 
MERCOLEDÌ, 02 OTTOBRE 2002
 
Pagina 5 – Economia
 
Visco, Bersani e Letta contro la Finanziaria: una mistificazione. Bassanini: è incostituzionale
 
L´Ulivo:"Presto la manovra-bis" e Pezzotta sospende il giudizio
 
 
 
 
LUCIO CILLIS

ROMA – La Finanziaria di Berlusconi, vista da sinistra, è un «fallimento» che ha il sapore amaro dell´inganno. Una bocciatura secca, senza appello, per una manovra definita «mistificatoria e antimeridionalista».
La prima bordata dello stato maggiore dell´Ulivo è partita ieri. Gli affondo più duri sono stati sparati dall´ex ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, che l´ha definita «una Finanziaria incostituzionale» e da Pierluigi Bersani dei Ds, che l´ha bollata come «una pura operazione mediatica. Dire che si può fare una Finanziaria da 40mila miliardi di vecchie lire tagliando le tasse, non tagliando le spese e facendo investimenti – ha osservato con una battuta Bersani – è come dire che gli asini volano». Il risultato, secondo l´opposizione, lo vedremo nei prossimi mesi quando «sarà necessaria una manovra bis già a marzo-aprile, visto che le cifre della Finanziaria sono sballate». Nel mirino dell´Ulivo la stessa impostazione della politica per il Mezzogiorno disegnata nella manovra di bilancio. Secondo Enrico Letta, responsabile economico della Margherita «ha prevalso la linea di Bossi, al quale Tremonti ha pagato la cambiale della sua protezione politica. L´impressione è che il Patto per l´Italia su ciò che riguarda il Sud sia stato totalmente disatteso. La miglior risposta alla bugia di Tremonti sul Sud sta in quello che hanno detto la Confindustria, la Cisl e la Uil».
Ma è proprio la parte fiscale della Finanziaria a non convincere Vincenzo Visco, il predecessore di Giulio Tremonti: «Quando il ministro dell´Economia dice che farà la più grande riduzione sull´Irpef mai operata si sbaglia: l´abbiamo già fatta noi nelle Finanziarie per il 2000 e il 2001. Al massimo – ha ironizzato Visco – quella di Tremonti si collocherà al secondo posto». L´ex ministro ha definito poi come «stravagante» il modo in cui è stata rimodulata l´Irpef, soprattutto per quei redditi che non beneficeranno degli sgravi e per quei contribuenti che dovranno, nel 2003, fare un doppio calcolo per scegliere quale regime normativo è più favorevole tra il vecchio e il nuovo: «Si tratta di un fastidio e di un costo, che rivela – secondo Visco – un´imperizia amministrativa da sommare ai brogli contabili di questo esecutivo».
Lo scetticismo dell´Ulivo passa anche per il condono fiscale: un percorso arido visto che tra le imprese manca liquidità e «c´è poca materia da condonare soprattutto per effetto dell´entrata a regime degli studi di settore». Intanto però, secondo Marco Rizzo dei Comunisti italiani, «con una mano si dà e con l´altra si toglie: come faranno le Regioni a mantenere gli attuali livelli di prestazioni? Semplice: pagheranno i cittadini».
Ma la manovra viene accolta con freddezza anche sul fronte dei sindacati firmatari del Patto per l´Italia. Savino Pezzotta, leader della Cisl ha detto che «la vera preoccupazione riguarda l´intervento sul Mezzogiorno. I timori sono sulle risorse, ma anche sugli strumenti». Più in generale il giudizio sulla Finanziaria è sospeso: «Se toglie da una parte e dà dall´altra, almeno siamo pari» ha spiegato Pezzotta.