L’Ulivo riscrive la manovra; Cgil: un bluff la riforma fiscale

06/11/2002

          6 novembre 2002

          Cofferati: il Centro-sinistra si allarga con i programmi
          L’Ulivo riscrive la manovra
          Cgil: un bluff la riforma fiscale

          ROMA. Autonomie locali, Mezzogiorno,
          ammortizzatori sociali, fisco,
          sapere e competività. È questo
          il pacchetto di emendamenti alla Finanziaria
          firmati dall’Ulivo che contemporaneamente
          si appresta a scendere in piazza il 23 novembre
          contro il Governo. «Le proposte di correzione
          strategiche di tutta l’opposizione
          —spiega Gianfranco Morgando,
          Margherita — si concentrano
          sugli enti locali per allentare la stretta
          sui tagli; sul Sud sia per un incremento
          della dotazione finanziaria
          sia per il rispristino delle procedure
          che ora vengono messe in discussione;
          sugli ammortizzatori sociali per
          varare una riforma che non sia limitata
          solo al rafforzamento dell’indennità
          di disoccupazione mentre sulla
          proroga della cassa integrazione proposta
          dal Governo fino a dicembre
          di quest’anno proponiamo che si superi
          questo vincolo temporale; su
          competitività e sapere su cui c’è
          nulla; sul fisco e, in particolare, sul
          problema degli incapienti».
          Intanto in queste ore l’Ulivo sta
          diffondendo la piattaforma contro il
          Governo sollecitando l’adesione delle
          forze politiche (da Rifondazione
          a Di Pietro), sociali (girotondi) per
          partecipare alle due manifestazioni
          del 23 novembre. Insomma, parte la
          prova di Ulivo allargato su temi che
          vanno dall’allarme sul debito pubblico
          al fisco: «La riduzione delle tasse per i
          meno abbienti in realtà è di poco
          superiore al mancato recupero
          del drenaggio fiscale, dovuto per legge,
          è inferiore alla diminuzione di un
          punto dell’aliquota programmata
          dai governi di centro-sinistra
          e tenderà a tradursi in un aumento
          delle tasse se si sommeranno le
          addizionali Irpef che gli enti locali
          saranno costretti a maggiorare dato
          il taglio dei trasferimenti». E poi il
          Mezzogiorno ma anche la Cirami e
          la guerra richiamando esplicitamente
          il ruolo dell’Onu.
          Ancora ieri sono continuate le polemiche
          sulla manifestazione "allargata"
          del 23 novembre. «Un’operazione
          così mette in discussione l’assemblea
          dell’Ulivo del 27 novembre»,
          ha detto Enrico Boselli dello
          Sdi che contesta l’appello a Di Pietro
          e ai girotondi («che c’azzeccano
          con il riformismo») e rilancia «perché
          allora non cercare l’accordo con
          Rifondazione contro la manovra?».
          Ma Fausto Bertinotti ha già fatto
          sapere che non ci sarà mentre arriva
          l’adesione dell’Italia dei Valori. Sa-
          rà in piazza a Milano il 23 novembre,
          il «militante» Sergio Cofferati.
          Per il momento non è previsto che
          l’ex leader della Cgil parli palco,
          ma ieri qualche parola sulla manifestazione
          dell’Ulivo l’ha spesa. «Rivendico
          coerenza e continuità, altri dovrebbero
          spiegare i loro comportamenti», ha detto
          Cofferati a Milano riferendosi alle
          critiche arrivate dall’opposizione
          sullo sciopero separato della Cgil del
          18 ottobre.
          E insiste: «L’Ulivo più grande ci può essere
          se c’è uno sforzo vero sui programmi».
          E ieri l’attuale segretario generale
          della Cgil, Guglielmo Epifani, insieme
          a 9 associazioni ambientaliste,
          ha duramente criticato il Governo
          sulle cartolarizzazioni: «Condoni e
          cartolarizzazioni sono operazioni
          che nascono perché il Governo ha
          sbagliato previsioni e politiche ma
          non si può pensare di colmare il
          deficit svendendo il patrimonio dello
          Stato». E sulla riforma fiscale la
          Spi-Cgil insieme al Cer ha presentato
          un’analisi delle misure della Finanziaria.
          «Siamo di fronte a un bluff — ha detto
          Betty Leone dello Spi —e solo il 30%
          della complessiva riduzione di imposte
          discende effettivamente da nuovi sgravi».
          E se dalla manovra emerge che
          «i maggiori benefici sono goduti dalle
          categorie a rischio sociale più elevato,
          cioè i nuclei monocomponenti
          anziani», in realtà «il fenomeno
          dell’incapienza emerge in misura
          determinante e rappresenta il principale
          limite a tutti i provvedimenti esaminati».
          Tanto è vero che «i soggetti
          di fatto beneficiati risultano essere
          meno della metà del totale (46%)» e
          quindi «da una potenziale riduzione
          di imposta media pari a 240 euro il
          beneficio medio per l’intera categoria
          si riduce a 111 euro».

          LINA PALMERINI