L’Ulivo rilancia: 4,5 mld € per aumentare le tutele

25/07/2002


25 luglio 2002



L’Ulivo rilancia: 4,5 mld € per aumentare le tutele
ROMA – Per Francesco Rutelli le proposte del Centro-sinistra sul lavoro sono «una sfida all’Esecutivo perché dia risposte concrete, invece di fare le barricate sull’articolo 18». Per Giuliano Amato siamo dinanzi «a una vera rivoluzione di principi proprio in tema di ammortizzatori sociali che non sono più intesi come paracadute che si apre quando cade l’aereo, ma si inquadrano all’interno della nozione dei diritti». E, secondo l’ex presidente del Consiglio, è in questo modo che si riesce a dare «una contributo straordinario alla deideologizzazione del dibattito su flessibilità e diritti». Ieri lo stato maggiore dell’Ulivo (c’erano anche il segretario dei Democratici di sinistra Piero Fassino e l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu) ha presentato le proposte del Centro-sinistra sugli ammortizzatori sociali, uno dei tre capisaldi di quella che dovrà essere una proposta organica di riforma del mercato del lavoro, accanto alla carta dei diritti e alla riforma del processo del lavoro. E proprio il segretario della Quercia ha insistito sulla necessità di offrire, con queste nuove flessibilità, tutela sia agli 8 milioni di lavoratori che hanno lo Statuto che agli altri 7 milioni che hanno «forme contrattuali diverse». La proposta sugli ammortizzatori, presentata ieri a Camera e Senato, punta ad aumentare ed estendere a tutti i lavoratori il trattamento di disoccupazione, ad offrire ai giovani un capitale di 15mila euro per avviare attività imprenditoriali o per la formazione, ad introdurre un contratto di inserimento che sostituisca sia l’apprendistato che il contratto di formazione. Il costo della riforma, stimato dai presentatori, è di 4,5 miliardi di euro. Vediamo sinteticamente i punti fondamentali della proposta. 1) È prevista l’introduzione di un nuovo contratto formativo, potenziando, con formazione interna ed esterna all’azienda, tanto il vecchio contratto di formazione che l’apprendistato. 2) Si introduce anche il contratto di inserimento, destinato alle fasce deboli del mondo del lavoro, vale a dire disoccupati ed inoccupati di lunga durata, disoccupati oltre i 45 anni, persone che tornano al lavoro dopo un periodo di cura. 3) Il trattamento di disoccupazione è esteso a tutti i lavoratori ed elevato a livelli europei: 60% del reddito per i primi 12 mesi, 40/30% per i mesi successivi. 4) Generalizzazione del trattamento a requisiti ridotti per chi non raggiunge i requisiti per il normale trattamento di disoccupazione. 5) Estensione della Cig anche alle piccole imprese e ai settori sinora scoperti, grazie alla fiscalizzazione dei contributi destinati alla Cuaf. 6) Per i lavoratori economicamente dipendenti è prevista, oltre al trattamento di disoccupazione a requisiti ridotti, un’integrazione contributiva a fini pensionistici. 7) Per i lavoratori percettori di redditi bassi è prevista un’integrazione al limite di 9.300 euro, correlata al lavoro prestato. 8) Prestito di 15mila euro da utilizzare in formazione e progettualità per il futuro per i giovani. 9) Introduzione di un conto di sicurezza individuale per i soggetti che svolgono attività temporanee finalizzato a rilevanti esigenze di vita (mutui di case, tasse scolastiche).