L´Ulivo con la Cgil “Referendum in pericolo”

27/05/2002


LUNEDÌ, 27 MAGGIO 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
LA POLEMICA
 
L´opposizione pronta a ritirare gli emendamenti per sbloccare la delega sul lavoro
 
L´Ulivo con la Cgil "Referendum in pericolo"
 
 
 
 

ROMA – L´Ulivo condivide la preoccupazione del leader della Cgil, Sergio Cofferati, che denuncia il tentativo della maggioranza di fare slittare dopo il 30 settembre l´approvazione della delega sul mercato del lavoro, contenente le modifiche all´articolo 18, per impedire all´opposizione di organizzare il referendum abrogativo della stessa legge nel 2003. È per questo che, come annuncia Tiziano Treu, senatore della Margherita, «entro 15-20 giorni decideremo se ritirare i nostri emendamenti per non rischiare di rallentare ulteriormente i tempi dell´approvazione della delega».
Il disegno di legge è attualmente all´esame della commissione Lavoro del Senato, che ha approvato finora cinque articoli su dodici (le modifiche all´art.18 sui licenziamenti senza giusta causa sono contenute nell´art.10). L´opposizione ha presentato mille emendamenti, ne restano da esaminare 700. Treu rileva comunque che «i tempi sono nelle mani della maggioranza, che tende a rallentare l´approvazione della delega non solo perché vuole fare slittare al 2004 il referendum, ma anche perché è in difficoltà al suo interno e non trova i soldi per gli ammortizzatori sociali».
C´è poi un´altra iniziativa che preoccupa fortemente i sindacati e l´opposizione: il referendum promosso da Rifondazione comunista, Verdi, Socialismo 2000 e Fiom-Cgil per l´estensione della tutela dell´articolo 18 ai lavoratori delle aziende sotto i 15 dipendenti. «Quel referendum è un disastro e metterebbe in forte difficoltà tutta la sinistra», sostiene Treu, che in un colloquio con il segretario dei Ds, Piero Fassino, ha immaginato che cosa accadrebbe politicamente nelle regioni ex rosse, come l´Emilia-Romagna e la Toscana, la cui economia si basa sulle piccolissime imprese.
«Il referendum di Bertinotti? Io credo che sia sbagliato, non risolverebbe i problemi di quei lavoratori», conferma Cesare Damiano, responsabile economico dei Ds, secondo il quale bisogna piuttosto procedere verso una «ristrutturazione e rimodulazione delle protezioni sociali». Damiano condivide poi l´allarme lanciato da Cofferati: «Ha senz´altro un fondamento». Quanto alla presunta «apertura» di Berlusconi, sia Treu sia Damiano la giudicano una mossa puramente elettorale, mentre Paolo Pirani (Uil) trova nel nuovo scenario un solo elemento di novità: «La partita è finalmente passata nelle mani del premier – dice – ma non c´è vero negoziato se Berlusconi non dice chiaramente qual è la nuova proposta sull´articolo18».
(r.d.g.)