Luci di protesta contro il bavaglio

27/07/2010

Tremila candele hanno disegnato la sagoma dell’Italia, domenica sera sul selciato della Bebelplatz a Berlino: contro chi vuole «spegnere» la democrazia nel nostro paese. L’idea di drammatizzare con un gioco di luci l’appello all’opinione pubblica tedesca perché prenda sul
serio la minaccia rappresentata dalla legge- bavaglio, è venuta a Corrado Lampe, del circolo culturale «Malaparte». Hanno contribuito a realizzarla i viola di No-Berlusconi Berlin, le associazioni Mafia Nein- Danke, Lavori in corso, Emilia Romagna. La locale Fabbrica di Nichi ha notificato l’happening alla polizia. Leoluca Orlando, Idv, è venuto di persona. Ha portato la sua
solidarietà Canan Bayran, dei verdi berlinesi. Messaggi di adesione sono arrivati da Laura Garavini, Pd, e da Nichi Vendola. Sull’impresa incombeva un rischio di indigestione di rimandi storici. Per via della data, il 25 luglio, ricorrenza della caduta di Mussolini nel 1943. Per via del luogo, la Bebelplatz, dove il 10 maggio 1933 gli studenti nazisti bruciarono centinaia di libri di scrittori «antitedeschi»: una piatta analogia tra quel rogo e la legge-bavaglio avrebbe banalizzato la dittatura hitleriana. Controversa la simbologia della fiammeggiante sagoma della penisola. In tedesco, per rimandare a un serio pericolo, si dice «es brennt» – sta bruciando – e a questo pensava Lampe. I vendoliani ricordavano forse il «discorso della luce» di Nichi: «Dobbiamo essere una lucerna che consenta di illuminare gli angoli bui». Altri si saranno rifatti
all’esortazione di Lao Tse: «Invece di lamentarti del buio, accendi una candela». Orlando ha citato il «più luce» invocato da Goethe sul letto di morte. A cose fatte resta il precario baluginare di un rimando alla crisi italiana: un punto interrogativo accesosi nella notte berlinese. Resta il modello di una costruzione collettiva, per disegnare quadrante per quadrante il contorno geografico in scala, per disporci sopra i lumini da tè. E per accenderli, mentre Antonello Marafioti suonava al piano variazioni jazz su motivi popolari italiani