Luce rossa per Autogrill-Ristop

30/07/2002

30 luglio 2002



I veti dell’Antitrust – No di Tesauro all’acquisizione della seconda catena di ristorazione autostradale – La società delle Fs resterà al 49%
Luce rossa per Autogrill-Ristop
Il gruppo ci riprova con una «diversa articolazione»

Nicola Dante Basile

MILANO – Pollice verso dell’Antitrust ad Autogrill sull’acquisto di Ristop, la seconda catena di ristorazione autostradale italiana. Il timore è che l’operazione favorisca «il rafforzamento della posizione dominante detenuta da Autogrill» nel settore, con «effetti restrittivi sulla concorrenza» e con l’eliminazione «dell’unica impresa in grado di competere con Autogrill». Ma dal quartiere generale del gruppo di MilanoFiori presieduto da Gilberto Benetton fanno sapere di considerare tuttora valido il progetto di acquisizione che, alla luce della delibera, verrà «perseguito con una diversa articolazione e tempistica». Un mese e mezzo dopo l’apertura dell’istruttoria, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha dunque stoppato l’investimento di Autogrill per rilevare il 100% della catena Ristop. Questa dispone di 26 ristoranti per lo più autostradali, occupa 600 dipendenti e il giro d’affari stimato per quest’anno è di 60 milioni di euro. Valore dell’operazione di acquisto: 34 milioni di euro. Secondo l’Autorità, Autogrill opera nel settore della ristorazione autostradale «con quote di notevole rilievo»; per cui, qualora l’operazione di acquisto di Ristop fosse andato in porto, la sua posizione dominante «si sarebbe ulteriomente rafforzata». L’istituto svizzero di ricerche di mercato Gira ha stimato che in Italia il fatturato sviluppato dal sistema della ristorazione autostradale superi il miliardo di euro e che Autogrill con la sua attuale rete di 344 punti vendita controlli una fetta di circa l’80 per cento. Seguono Ristop con l’8%, Fini con il 4,2%, McDonald’s con l’1,6% e altri competitor con una incidenza collettiva del 6,2 per cento. Una distribuzione di pesi che l’Antitrust ha tenuto conto, tanto che nella nota diffusa ieri dopo la delibera specifica che nei mercati interessati dall’operazione Ristop e nelle zone dove Autogrill dispone già dell’80% del business, i punti vendita sarebbero passati da 11 a 19, e dove detiene il 90% sarebbero passati da 1 a 12. E non è tutto, perché l’istituto presieduto da Giuseppe Tesauro interviene anche su alcuni punti collaterali del contratto stesso. Infatti chiede l’immediata sospensione della clausola relativa all’acquisto del 45% di Ristop, qualora l’Autorità si fosse espressa negativamente sul passaggio di mano del 100 per cento. Su questo aspetto del compromesso, oltre alla sua sospensione è stato anche deliberato una nuova istruttoria che dovrebbe essere conclusa entro metà settembre. Un no su tutta la linea, dunque. Ma in casa Autogrill non disperano, osservando che nella informativa all’Autorità ci si era impegnati a dismettere dei punti vendita acquisiti laddove la situazione di equilibrio di mercato fosse stata compromessa. Senza alcun risultato, anche se il vertice del gruppo leader della ristorazione commerciale italiana ribadisce la propria convinzione sulla validità del progetto di acquisto; aggiungendo che, «nell’ambito del nuovo procedimento, verrà presentata una nuova comunicazione contenente una diversa configurazione» dell’operazione Ristop. Di recente il gruppo Autogril, che nel 2001 ha avuto ricavi netti per 3,26 miliardi di euro, ha deliberato di estendere il marchio su tutta la rete del gruppo in Europa.