Lucca. Nuovo appalto, timori per l’occupazione

21/04/2006
    venerd� 21 aprile 2006

    Pagina 5 – Lucca

    Nuovo appalto, timori per l’occupazione

      Cgil e Cisl: possibile il taglio dei dipendenti �Perch� costruire un centro da 5mila pasti?�

        LUCCA. Hanno molte perplessit� i sindacati Cgil e Cisl sull’appalto per la refezione scolastica nel Comune, che prevede una gestione per nove anni – fino al 2016 – e la costruzione di un centro cucina in grado di produrre 5mila pasti.

          La gara si svolge in questi giorni ed � molto importante sia per gli interessi economici sia per la socialit� del servizio sia, infine, per le numerose persone che ne sono coinvolte.

          Massimiliano Bindocci segretario della Filcams Cgil e Giampiero Guidi segretario della Fisascat Cisl dopo aver ottenuto alcuni aggiustamenti dal Comune chiedono di chiarire una serie di aspetti. �Siamo preoccupati e invitiamo tutti gli attori alla massima attenzione� dicono i due sindacalisti.

          Il personale. � una questione – dicono Cgil e Cisl – solo vagamente accennata e rimessa interamente al progetto di qualit� che ogni ditta deve allegare all’offerta. �Vorremmo che l’amministrazione comunale valutasse attentamente la parte che riguarda il personale, visto che nella gara non si � dettato alcun requisito minimo da rispettare se non in modo laconico con tre righe e cio� “il dimensionamento dell’organico come numero, qualifica, mansioni e monte ore, dovr� essere tale da garantire l’ottimale svolgimento dei servizi previsti dal presente capitolato e la qualit� delle prestazioni”.

            Un po’ generico, vero? Da notare che l’applicazione del contratto del turismo e la necessit� di aggiornare gli organici ogni anno sono state aggiunte solo su nostra richiesta�.

            L’occupazione. L’azienda che attualmente gestisce la refezione dichiara di avere 154 persone in organico con un monte ore di circa 3000 ore settimanali (basta guardare il sito del Comune di Lucca). �Francamente – dicono i sindacati – non ci sembravano cos� tante le ore, ma temiamo che nella ottimizzazione, che � un obiettivo dichiarato nel capitolato le ore e le persone saranno ancora meno di adesso.

              �La gestione del servizio da parte della ditta che si aggiudica la gara inizier� dopo un anno scolastico, per cui nel prossimo anno potremo avere paradossalmente la ditta che c’� attualmente a gestire l’appalto, ma gi� uscente con un anno di preavviso.

              �Altra cosa non molto chiara � che si voglia costruire un centro da 5000 pasti quando il Comune ha da oggi esigenze per molto meno. � come se per viaggiare in due si comprasse un autobus. Non capiamo poi perch� nel piano economico finanziario che le ditte in gara devono presentare, alcune voci siano distinte come tra pasti del comune ed altri pasti, mentre altre siano cumulative (costo del personale).

              �Non vediamo – aggiungono i sindacati – nella riduzione dei punti cucina, creando un centro da 5000 pasti, nessun progresso, se non una possibile ottimizzazione dei costi, ma a fronte del peggioramento di un servizio, e di una probabile riduzione del personale. Le cucine necessitano di una ristrutturazione e di un ammodernamento, ma collocate come oggi in modo strategico sul territorio comunale possono offrire un servizio migliore�.

              I timori dei sindacati. Dopo alcune esperienze di fallimenti o problemi analoghi verificatisi in alcune mense scolastiche Cgil e Cisl si dicono preoccupati: �Considerate le spese economiche previste per la costruzione del centro, e che per aggiudicarsi la gara i margini saranno al minimo, non vorremmo che a farne le spese siano i lavoratori, oppure come spesso accade che si dichiari un servizio e in realt� se ne faccia un altro inferiore. Quindi � importante la solidit� e la seriet� della ditta�.

                Queste e altre ancora sono le critiche emerse dall’assemblea molto partecipata, che i sindacati hanno svolto con le dipendenti che lavorano in questo appalto. Nel corso dell’assemblea � stato deciso che ci saranno delle iniziative di mobilitazione se l’offerta della ditta che si aggiudicher� la gara non offrir� garanzie sufficienti a chi lavora nel servizio.