Lucca. No delle commesse alle 32 aperture

21/01/2003







Lucca 21 gennaio 2003




No delle commesse alle 32 aperture «Scioperiamo…»

LUCCA — Commesse sul piede di guerra. La delibera dell’amministrazione comunale che prevede 32 domeniche lavorative non piace proprio. E ora si parla di uno sciopero programmato per il 16 febbraio, accompagnato da una proposta sindacale di un nuovo calendario con 19 aperture domenicali. Una decisione che è stata presa all’unanimità ieri pomeriggio nel corso di un’assemblea nella sede della Cgil, alla presenza di tutti i sindacati di categoria e, ovviamente, di molte commesse del centro storico.
Al tavolo i segretari uscenti della Filcams-Cgil, Paolo Bertolucci e Piera Simoni, Giampiero Guidi della Fisascat-Cisl e Giovanni Sgrò della Tucs-Uil.
Unite le commesse nel dire «non vogliamo lavorare a questi ritmi. Dal primo dicembre abbiamo fatto solo quattro giorni di festa, con orari impossibili». Giovani e meno giovani hanno manifestato il loro forte disagio. «Non abbiamo più tempo per la famiglia, per i nostri figli, per fare le cose che ci interessano — hanno commentato coralmente — e tutto questo per stare dietro a scelte guidate soprattutto dalle esigenze della grande distribuzione. In questi negozi, però, le commesse vengono pagate il 103 per cento di domenica e poi, essendo in molte a lavorare, possono fare turnazioni che rendono meno pesante l’impegno di ciascuna». Le commesse, dunque, si sono dichiarate «contrarie alla delibera dell’assessore Luigi Bertani che prevede 32 aperture domenicali, così come alla messa in discussione del loro riposo settimanale. Comprendiamo le necessità dei nostri datori di lavoro che devono stare al passo con le decisioni di chi apre l’esercizio commerciale anche di domenica, ma anche loro devono comprendere le nostre difficoltà».
Piera Simoni ha ripercorso la storia che ha visto protagoniste in questi anni le commesse e la loro lotta, portata avanti assieme al sindacato, per far valere i loro diritti. La Simoni ha poi ribadito come «il sindacato non sia stato coinvolto nella trattativa che ha portato il Comune a elaborare la tanto discussa delibera. «L’80 per cento dei commercianti non sono d’accordo con questa decisione — ha concluso la Simoni — e quindi il Comune sta esaudendo solo il desiderio delle grande catene commerciali e di quel 20 per cento di commercianti favorevoli».
Virginio Bertini, della segreteria Cgil, è intervenuto nella discussione mettendo in risalto la necessità di una manifestazione pubblica della categoria. Paolo Bertolucci, infine, ha sottolineato la necessità che le commesse siano unite in questa battaglia in difesa della famiglia e poi una proposta: «Ci diamo tempo venti giorni per contattare le associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, e le altre commesse oggi assenti, e poi scendiamo in piazza. Una protesta che, se è fatta con i commercianti e gli imprenditori, avrà un peso assai diverso». Intanto il sindacato ha indetto una nuova assemblea con le commesse per il 10 febbraio, in quella sede verrà fatto il punto della situazione.
Nel corso dell’incontro di ieri la Filcams-Cgil ha presentato ufficialmente il nuovo segretario, Walter Bandelloni e il vice segretario, Massimiliano Bindocci.
di Emanuela Benvenuti