L’outlet in cordata è la risposta italiana al modello Ikea

23/09/2010

Un outlet dell’arredamento. Una specie di anti-Ikea che riunisca in un’unica offerta l’arredo e i complementi di design d’alta gamma del "mondo casa", rigorosamente made in Italy. Il progetto si chiama Do.It, ovvero Design Outlet Italiano, e si prefigge di promuovere a prezzi concorrenziali – i marchi aderenti si impegnano ad applicare uno sconto sul prezzo di listino almeno del 30% – l’unicità e l’eccellenza italiana, imponendosi sulle attuali catene low cost. L’idea è della Retail in Progress, società riminese nata nel 2003 con l’obiettivo di supportare la commercializzazione tematica di aree di vendita e vuol essere una delle risposte alle difficoltà che il comparto legno-arredo italiano (2.400 imprese) sta vivendo a causa del calo dei consumi e della perdita di competitività: il 2009 si è chiuso con il fatturato alla produzione a -18,2%, le esportazioni sono scese del 21,9% e il saldo commerciale, che pure rimane attivo per sei miliardi di euro, è andato giù del 24 per cento.
La fase di attuazione è avanzata: il 15 dicembre è prevista l’apertura del primo centro a Colonnella, in provincia di Teramo, che si chiamerà Riviera Adriatica. Il secondo outlet aprirà i battenti nella primavera del 2011 a Santhià, nel Vercellese, mentre entro il 2014 è prevista l’inaugurazione di altri sei centri italiani, due ogni anno. Le stime parlano di 7-8 milioni di visitatori all’anno, per un fatturato di circa 50 milioni per centro. Il costo di realizzazione si aggira attorno ai 50 milioni per ogni sito, che avrà un’estensione di circa 20mila metri quadri e ospiterà 100 aziende.
«Abbiamo presentato il progetto l’anno scorso a Verona, alla fiera Abitare il tempo – ha spiegato il presidente Mario Esposito, già manager di Sephora e Fiorucci – ma eravamo ancora in fase embrionale. Ora abbiamo l’adesione di molti marchi, produttori di cucine, salotti del settore dell’illuminazione, dell’arredo da esterni, tutte rigorosamente italiane, così come prevede il progetto».
Il piano anti-Ikea apre di fatto un nuovo canale distributivo su larga scala, fondamentale per le aziende italiane che non hanno la possibilità di tagliare la filiera. «Diamo la possibilità alle aziende di smaltire il magazzino – ha continuato Esposito – e di avvicinare il design al consumatore finale. Inoltre, prevediamo un sistema di consegna e montaggio dei prodotti acquistati nonché un centro di planning di giovani architetti». Le prime due strutture sono in fase di ultimazione e hanno già ricevuto le autorizzazioni previste. Gli investitori sono il Gruppo Di Mario di Roma per il centro di Teramo e la Svim di Torino (Gruppo Sandretto) per il progetto di Santhià. Le società hanno la proprietà del bene, mentre i brand ospitati pagheranno un affitto. La Retail in Progress funge da collettore e artefice del progetto, unendo gli attori protagonisti. Le due aperture nel Nord-Est previste nel 2012 e le due previste nel 2013 tra Roma e Firenze saranno seguite dal Gruppo Draco di Brescia. La Retail in Progress pensa anche all’espansione all’estero: alcuni contatti sono già stati presi con investitori stranieri e italiani.