Lottomatica: «L’Opa De Agostini è ostile»

17/12/2001

Il Sole 24 ORE.com

    Il cda boccia l’offerta e convoca (con il voto contrario di Olivetti) un’assemblea straordinaria per gennaio

    Lottomatica: «L’Opa De Agostini è ostile»
    L’assise dovrà approvare la conversione in ordinarie dei titoli privilegiati dell’americana Scientific Games
    V.d.G.
    MILANO – Quasi un mese di silenzio o comunque di parole fuori dall’ufficialità. Ieri Lottomatica ha reso nota la valutazione sull’Opa De Agostini presa nei giorni scorsi. L’offerta di 6 euro per azione è definita ufficialmente «ostile e inadeguata». E il consiglio della società sotto Offerta pubblica ha deciso di convocare (con otto consiglieri a favore e quattro contrari, forse i rappresentanti del gruppo Telecom, ndr) un’assemblea straordinaria dei soci per l’11 gennaio (il 12 in seconda) per varare un’operazione di contrasto all’Opa lanciata da Tyche per conto del gruppo De Agostini. All’ordine del giorno vi sarà l’autorizzazione per la conversione da parte della controllata Cirmatica Gaming delle azioni privilegiate della collegata americana Scientific Games (una quota del 33,9% circa) in azioni ordinarie. L’operazione, se approvata dall’assemblea (l’assemblea di Lottomatica, sottoposta alla passivity rule, per essere valida necessita del 30% del capitale rappresentato), garantirebbe a Lottomatica una quota appena inferiore al 30% di azioni ordinarie della Scientific, senza contare la possibilità operazioni straordinarie tra le due società – come ad esempio una fusione -. La plusvalenza iscrivibile a bilancio è valutabile – in base all’attuale corso di Borsa delle ordinarie – in circa 84 miliardi di lire, circa 43 milioni di euro (la quota di privilegiate era stata pagata 100 milioni di dollari nel settembre 2000, circa 115 milioni di euro al cambio di allora). L’annuncio del piano anti-Opa prima del previsto non è casuale: domani, infatti, il management della Lottomatica, dal presidente Luigi Abete all’amministratore delegato, Marco Staderini, incontrerà la comunità finanziaria milanese per spiegare in maniera diretta perché l’offerta De Agostini non può essere accettata. Si tratta certamente di una ragione legata al prezzo di offerta, una posizione già espressa da Abete, Staderini, e anche da Vittorio Merloni – che di Lottomatica è azionista con una quota inferiore al 3 per cento, Nelle scorse settimane erano state diverse le voci che si erano diffuse in merito a una possibile contro offerta sulla Lottomatica, tanto che a un certo punto De Agostini ha chiesto l’intervento della Commissione di via Isonzo presieduta da Luigi Spaventa. Lo stesso Merloni aveva auspicato la nascita di una cordata cui avrebbe dovuto prendere parte – secondo Merloni – necessariamente la Banca Nazionale del Lavoro, che di Lottomatica è azionista al 19%. Che non ci fossero molte possibilità per un’offerta pacifica lo si era capito dalle diverse dichiarazioni rilasciate dai manager di primo piano di Lottomatica. I quali a più riprese avevano auspicato la costituzione di una cordata pronta a lanciare un’offerta migliore. Nelle scorse settimane erano stati diffusi anche diversi report che assegnavano al valori superiori a quanto offerto da De Agostini: da 7 euro fino a punte di 7,4 euro per azione secondo Meliorbanca (sponsor della quotazione Lottomatica). Da Novara, quartier generale della De Agostini, ieri non sono giunti commenti all’iniziativa messa in atto dal consiglio di amministrazione di Lottomatica. Nei giorni scorsi però Antonio Belloni, amministratore delegato di De Agostini e amministratore unico di Tyche, aveva detto che l’offerta rimaneva a 6 euro. Ieri, ambienti a lui vicini hanno preferito non commentare a caldo la nuova situazione che è venuta a crearsi, limitandosi ad affermare che «prima preferiamo vedere l’intero documento». In questo clima che non si può definire tranquillo, a guardare interessata all’evolversi della situazione c’è l’Olivetti, pronta a girare il proprio 34% di Lottomatica al miglior offerente.
    Domenica 16 Dicembre 2001
 
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