L’«ottimismo» di Istat e Eurispes: i co.co.co. nemmeno esistono

17/11/2004

    mercoledì 17 novembre 2004

    L’«ottimismo» di Istat e Eurispes:
    i co.co.co. nemmeno esistono


    ROMA Secondo la ricerca resa pubblica da Eurispes in questi giorni e intitolata «Lavorare non basta», le spese mensili necessarie a condurre una «vita dignitosa» per una famiglia con due figli a carico ammontano a 3.044 euro, più di mille euro oltre quelli previsti dal «paniere della signora Silvia», che descrive il bilancio di una coppia con due bambini piccoli che abbiamo messo sotto osservazione e che ci pare più aderente alla realtà.

    Le giovani coppie di lavoratori che rispondono ai criteri scelti per la ricerca Eurispes rappresentano, comunque, il 22% delle famiglie italiane e le loro entrate, in media, si aggirano attorno ai 2.600 euro mensili netti. Moltissime famiglie che hanno a casa bambini piccoli, quindi, per vivere dignitosamente avrebbero bisogno di 400 euro in più. La ricerca Eurispes è assai meno ottimista del paniere Istat (usato per calcolare le variazioni salariali automatiche e il tasso di inflazione programmata).


    Dal paniere scompaiono, fra le altre cose, i gioielli, le barche, gli alberghi, i biglietti aerei, il noleggio auto e i taxi, ovvero quei beni che un’enorme quantità di italiani non si sogna neanche. Ma soprattutto, a differenza della famiglia Istat, la famiglia Eurispes paga l’affitto. Ciò nonostante, l’istituto di ricerca non ha tenuto conto di una realtà sempre più diffusa: i lavoratori flessibili. Nelle quattro ipotetiche famiglie che compaiono nello studio Eurispes, infatti, i genitori hanno tutti lavori a tempo indeterminato (tranne uno, che fa il commerciante). Nel paniere della famiglia di Silvia, invece, entrambi i genitori hanno un contratto a termine. Lui è un cameraman specializzato, lei è laureata e fa la ricercatrice, ma insieme non guadagnano più di 1.800 euro netti, che salgono quasi a 2.000 con l’aiuto delle rispettive famiglie. Per condurre una vita dignitosa, mancherebbero oltre 1.000 euro.


    La famiglia co.co.co., quindi, a differenza della famiglia Eurispes, ha dovuto fare a meno del computer, non compra neanche «pochi libri e pochi dischi» e non porta «i bambini al cinema una volta ogni 15 giorni», perché al cinema ci va solo il padre, una volta al mese, con gli amici. Dal paniere della nostra famiglia tipo, addirittura, scompare anche il telefono di casa, perché la linea è stata disdetta. Nessuno fa sport (nonostante i consigli del pediatra), gli amici non si fermano mai a mangiare e sono vietate le cene in pizzeria, le serate al pub e la domenica allo stadio. Nonostante tutto, a fine mese, la famiglia co.co.co. ha ancora problemi per fare la spesa. «Dobbiamo chiedere aiuto ai nonni», spiega Silvia. E commenta: «È una cosa deprimente. Anzi, fa davvero rabbia. Ci avevano insegnato che con il lavoro si tira su una famiglia. Invece non è così. Abbiamo, acuta, la sensazione di essere stati presi in giro».


f. m.