L’ora di Garner il cow-boy – di Guido Barlozzetti

23/04/2003

ItaliaOggi (Media e Pubblicità)
Numero
096, pag. 20 del 23/4/2003
di Guido Barlozzetti


Diario della (tele) guerra.

L’ora di Garner il cow-boy

I modi fanno l’uomo. Come poteva arrivare a Baghdad Jay Garner, il Governatore, il generale in pensione esperto in transizioni delicate che dovrà traghettare l’Iraq verso la democrazia americana? Ray-Ban, chewing-gum vistosamente masticato, andatura dondolante da cow-boy, il proconsole del presidente Bush ha subito fatto capire che viene da un mondo lontano anni luce da minareti e tappeti stesi per terra per pregare con lo sguardo rivolto verso La Mecca.

Non a caso i segni di insofferenza per gli inquilini a stelle-e-strisce si infittiscono e soprattutto crescono in quantità. Calcolati con il solito metodo spannometrico (2 milioni? Tre, forse 4 milioni?) sono comunque tanti gli sciiti che hanno puntato sulla Città Santa di Kerbala. Riempiono l’obiettivo mentre mettono in scena un rito di omaggio atteso 23 anni, vale a dire da quando lo vietò il Raìs. In tempi di passaggio come questi occorre ritrovare ed esibire le radici, e allora ecco la celebrazione sulla tomba di Al Hussein Alì, nipote del Profeta assassinato proditoriamente mentre si genufletteva in una moschea della città. Per oggi, almeno, sta qui la scena che richiama il circo televisivo finora appollaiato sulla terrazza dell’Hotel Palestine.

Davanti alle telecamere e magari con un entusiasmo che l’occhio elettronico, se ce ne fosse bisogno, stimola ancor più, i pellegrini si battono il petto e la testa, sventolano le bandiere verdi arabe e quelle nere del lutto, tornano ad assaporare la libertà e manifestano una fede integrale. La folla dilaga e riempie vie e piazze. Un fiume imponente si snoda da una moschea all’altra, mentre l’afflusso da tutto il paese continua. Dall’Imam il ritornello che ci si aspettava: grazie agli americani, ma prima si accomodano meglio è.

Fino a giovedì a Kerbala sarà così. Garner è lontano. A Nord. Il Governatore è andato a incontrare i leader curdi, che lo accolgono calorosamente. Riceve fiori e va a pranzo con Talabani che mette in campo la soluzione che potrebbe mettere insieme i pezzi etnico-religiosi dell’Iraq. Intanto, Muhammad Hammad Zubaydi, un altro dei fedelissimi di Saddam, cade nella rete e aggiunge una carta al mazzo del Pentagono. Ma nelle scalette dei tg e sui titoli dei giornali un altro fantasma preme sinistramente. Avanza cadenzato dai numeri delle vittime e dei contagiati della polmonite atipica. Vedremo.