L´opposizione: la manovra è una stangata

01/10/2002




            (Del 1/10/2002 Sezione: Interni Pag. 5)
            D´ALEMA: MACCHE´ RISPARMI, FARA´ AUMENTARE I PREZZI E RIDURRE I SERVIZI
            L´opposizione: la manovra è una stangata
            No dalla Cgil, sì dalla Uil, perplessa la Cisl: primo summit tra i segretari

            ROMA
            Sindaci all´attacco, presidenti di regioni spaccati, Ulivo sulle barricate, sindacati ancora divisi ma in via di avvicinamento. E´ quest´ultima la novità di ieri. Infatti, nonostante valutazioni diverse, la Finanziaria ha forse avuto l´effetto di dare inizio all´era post-Cofferati. Nel pomeriggio di ieri, Epifani e Angeletti hanno varcato il portone della Cisl per incontrare Pezzotta. E´ il primo vertice tra i tre leader sindacali dopo la clamorosa rottura del luglio scorso sul Patto per l´Italia. Ufficialmente l´incontro è stato fissato per discutere del rinnovo degli organismi sindacali europei, ma è stata la manovra economica a focalizzare la loro attenzione. Non è scoppiata la pace, tuttavia sono emerse «preoccupazioni comuni» sulle risorse per il Mezzogiorno, la pubblica amministrazione, la scuola e la sanità. Per il resto c’è il giudizio positivo di Angeletti che però parla di «un lato oscuro» ancora da chiarire, quello appunto sulle risorse destinate al Mezzogiorno. C´è l´attesa di Pezzotta: «L’intesa fatta con noi è realizzata soprattutto nei tre punti principali: riduzione delle tasse per i redditi più bassi, investimenti per il Sud, anche se c’è un elemento di criticità profondo che è il superamento delle agevolazioni a fondo perduto, che noi critichiamo fortemente, e le risorse per gli ammortizzatori sociali». In questo senso la Cisl dà «un giudizio fortemente preoccupato» sulla manovra. Pezzotta fa come San Tommaso: «Voglio prima vedere, voglio avere in mano le carte». Dalla Cgil invece è arrivata una bocciatura senza appello. E´ una Finanziaria «senza rigore perchè i conti sono approssimativi», ha sostenuto Epifani, e che «non dà sviluppo, basta pensare a quello che prevede per il Mezzogiorno: dopo aver passato un anno da cicale improvvisamente ci si accorge che bisogna tirare la cinghia. E infine si tagliano spese». L´opposizione, che annuncia una contro-finanziaria, non fa sconti. Per Rutelli «si continua solo a dare alla gente delle illusioni: si tagliano quattrini ai Comuni e alle Regioni ma i tagli li pagheranno le famiglie perchè dovranno spendere di più per i servizi, le scuole, gli asili, i trasporti, la sanità». E´ il tasto che battono tutti gli esponenti del centrosinistra, convinti che in ultima analisi si tratti di una stangata. Anzi, secondo D’Alema questa Finanziaria contiene «in modo mascherato una pesante stangata contro gli italiani perchè è evidente che il taglio dei trasferimenti agli enti locali si scaricherà sui cittadini». E aggiunge: «Se vengono caricate le imprese di tasse, le imprese si rivarranno sui consumatori alzando i prezzi. Lo stiamo già vedendo. Quindi, in realtà, questa stangata arriva addosso ai cittadini». Bertinotti fa ricorso alla metafora delle tre scimmiette, «quella che non vede e non si accorge che c’è la crisi e l’aumento dei prezzi; quella che non sente e non ascolta il malcontento di tanta parte del Paese; quella che non parla e non sa indicare la strada per uscire dalla crisi». Secondo Enrico Letta della Margherita la Finanziaria «taglia con la mano destra quello che dà con la sinistra». Peggio, rincara Bersani dei Ds, è una Finanziaria che «con una mano dà e con due toglie». Tranchant il giudizio dell´ex ministro dell´Economia Visco: «Il governo cerca di manipolare l’opinione pubblica per recuperare un consenso che sta perdendo. Solo che, ad un certo punto, qualcuno andrà a vedere il loro gioco, e le cose verranno fuori». Visco, come Bersani, ritiene che il problema non sia il ministro Tremonti, ma la linea di politica economica adottata dal presidente del Consiglio Berlusconi. Per cui «bisogna abbandonare una visione onirica dell’economia italiana e tornare alla realtà. Tremonti non è altro che colui che, per conto di Berlusconi, attua questo tipo di politica. Il problema dunque è cambiare la linea economica del governo». Poi c´è il versante degli amministratori. Quelli del centrosinistra, come Errani (Emilia Romagna), considerano la manovra economica «non condivisibile». Quelli della Casa delle libertà come Storace (Lazio) e Galan (Veneto) che mettono l´accento sulla difficile congiuntura economica per giustificare il blocco dei trasferimenti agli enti locali e il congelamento dell´addizionale Irpef. «Reputo sbagliato – dice Storace – un atteggiamento pregiudiziale». Duro invece il presidente dell´Anci Domenici, sindaco di Firenze, secondo il quale vengono confermate «tutte le nostre più fosche previsioni: «Saranno soprattutto i cittadini delle grandi città ad essere penalizzati dalle misure previste». Getta acqua sul fuoco il presidente della Conferenza delle Regioni Ghigo, governatore del Piemonte: «Adesso aspettiamo di leggere la Finanziaria».

            Amedeo La Mattina