Lombardia sommersa, e illegale

16/05/2001
 
   



Lombardia sommersa, e illegale
Un’indagine della prefettura e del ministero del lavoro: il 58% delle aziende censite è fuori legge
BRUNO PERINI – MILANO

A chi pensasse che il nord Italia è il regno della legalità, è bene ricordare che non è così: il lavoro nero esiste, ad esempio, in proporzioni spaventose. E, stando a un’indagine del ministero del lavoro, la Lombardia è il luogo dove questa "moderna" forma di prestazione si "coltiva" a dismisura. Qualche cifra? Nel corso di una conferenza stampa in prefettura, il prefetto di Milano Bruno Ferrante e il direttore degli affari generali del ministero del lavoro, Paola Chiari, hanno fornito numeri da brivido e per l’occasione hanno annunciato la nascita di una task force per contrastare il fenomeno. Vediamo di cosa si tratta. Tredicimila aziende lombarde risultano essere irregolari. Su 23.907 imprese visitate, ben 13.778 sono risultate irregolari, con un indice del 58%. Se si entra nel dettaglio dell’analisi compiuta dagli ispettori, si scoprono primati imprevisti: il più elevato tasso di irregolarità è stato registrato tra le aziende operanti nel settore del commercio-credito assicurazioni, (60%), seguito dal settore edile, (57%), quindi nelle aziende del settore industriale e infine, in quelle del settore agricolo, (56%). Il tasso, invece, è invece in diminuzione nel settore artigiano, con un indice inferiore al 50%.
Andiamo a spulciare il lavoro fatto dai gruppi ispettivi di Asl, Inps e Inail, in servizio di vigilanza speciale nelle aree di Milano e Varese. Gli ispettori, nelle 43 aziende visitate, hanno affibbiato 191 sanzioni amministrative, pari a poco più di 73 milioni e hanno scoperto quattro illeciti penali. "A carico delle aziende inadempienti – spiegano in prefettura – sono state contestate omissioni contributive per un importo di 316.930 milioni ed omissioni di versamento di premi assicurativi per un importo di 131.547.000. Per prevenzione infortuni ed igiene del lavoro sono state ispezionate 18 aziende, nelle quali sono state riscontrate 54 violazioni di legge e riscosse sanzioni per 110 milioni". "Nel triennio 1997-99 – si legge nella nota di presentazione dell’indagine – la media complessiva delle contestazioni di contributi e di premi è stata di circa 315 miliardi, mentre nell’anno 2000 il totale delle contestazioni è stato di 433 miliardi, con un incremento rispetto alla media del triennio precedente del 27%, a fronte di un aumento delle aziende ispezionate del 15%".
Interessante il quadro relativo ai lavoratori irregolari impiegati nelle aziende ispezionate: secondo lo studio in questione, sono circa 38.000 su un totale di lavoratori occupati di 539.000, per un valore percentuale attorno al 7%.
Gli ispettori ministeriali hanno monitorato inoltre, attraverso azioni di "vigilanza integrata", forme di intermediazione illecita nel collocamento di manodopera e tutti gli adempimenti fiscali, contributivi e di sicurezza sul luogo di lavoro nel settore degli appalti pubblici. Per prevenire la giungla dell’illegalità sul mercato del lavoro, con particolare attenzione all’area degli extracomunitari, particolarmente colpiti dall’intermediazione irregolare, è stato stipulato un protocollo d’intesa in materia di lavoro minorile, sottoscritto dalla direzione regionale del lavoro di Milano e dalla Regione Lombardia.
Nel lavoro volto dagli ispettori, "si è provveduto a contestare sanzioni amnministrative per l’importo di 1 miliardo, 640 milioni e 803 mila lire. Per omessi o ritardati versamenti di contributi Inps, invece, le sanzioni complessive sono state di 8 miliardi, 224 milioni".