L’offerta congressuale è appetibile

04/12/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
287, pag. 14 del 4/12/2002
Da Firenze Gavino Maresu



Presentata ieri alla Btc di Firenze l’indagine conoscitiva della domanda, promossa dal Map.

L’offerta congressuale è appetibile

L’Italia è al primo posto come destinazione per i meeting

L’offerta dell’Italia congressuale è abbastanza competitiva sul mercato internazionale nonostante qualche defaillance. È quanto emerge dall’indagine conoscitiva promossa dal ministero delle attività produttive, direzione generale per il turismo, svolta da un gruppo di lavoro composto da Btc, Greta econometrics, Risposte turismo, presentata ieri alla Btc (Borsa turismo congressuale) di Firenze.

Si tratta della prima ricerca motivazionale relativa alla domanda congressuale, Pco e buyer italiani e stranieri, sui fattori più importanti che incidono sulla scelta della destinazione e della struttura dove organizzare un congresso e, di conseguenza, sulla competitività dell’offerta italiana sul mercato.

L’Italia si colloca al primo posto assoluto, con un voto complessivo di 8,5, come appetibilità turistica, seguita da Spagna e Francia a pari merito con 7,7, dalla Gran Bretagna con 6,4, dalla Germania con 6,2 e dai Paesi Bassi con 5,7. Il Belpaese è primo in classifica anche per quantità e qualità delle strutture congressuali (voto 7,9), dei servizi complementari (7,8) e, potrebbe sembrare strano, competitività dei prezzi (7,4).

Meno positivo il giudizio su altri fattori, per esempio l’accessibilità delle destinazioni riscuote un voto di 7,5 a pari merito con la Gran Bretagna, preceduta al primo posto dalla Germania e al secondo dalla Francia.

Le note meno positive riguardano invece i fattori più specifici di packaging e offerta complessiva, fra i quali si collocano la professionalità degli operatori, il sistema di offerta strutturato e la visibilità e reperibilità delle informazioni.

La posizione baricentrica rispetto alla provenienza dei congressisti, soprattutto per quanto riguarda i meeting a carattere nazionale, è il fattore di scelta più importante di una destinazione congressuale, seguita dalla varietà e qualità di soluzioni ricettivo-congressuali presenti nell’area, dalla professionalità e facilità di dialogo degli interlocutori e dal prestigio della destinazione. Sembrano invece fattori non decisivi i costi medi delle soluzioni proposte e del tutto trascurabile la riconosciuta leadership nell’offerta congressuale.

Modularità degli spazi, management serio, preparato e orientato al problem solving sono i fattori decisivi nella scelta di una struttura congressuale, seguiti, a debita distanza, dalla disponibilità di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, a dimostrazione del fatto che il fattore umano vince sulla tecnologia.

E per agevolare, incentivare e incrementare la domanda congressuale verso il nostro paese è necessaria un’efficace azione di defiscalizzazione.

Nonostante quindi si continui a individuare nell’inadeguatezza delle infrastrutture l’handicap dell’offerta italiana nei confronti dei competitori stranieri, sembra invece la leva fiscale il fattore che più potrebbe spronare i nostrani assemblatori di servizi congressuali a proporre e commercializzare il nostro paese sui mercati stranieri. Restano quindi misteriose le risposte che hanno individuato nel fattore prezzo uno degli aspetti più competitivi della nostra offerta e uno dei fattori secondari nella scelta delle strutture congressuali.