L’Ocse non crede al taglio del cuneo

30/03/2006
    gioved� 30 marzo 2006

    Pagina 3 – La battaglia elettorale

    BUSTA PAGA LEGGERA – ITALIA TRA I PAESI PI� TASSATI. SU 100 EURO DI STIPENDIO 45 VENGONO TRATTENUTI

      L’Ocse non crede al taglio del cuneo

        �Con meno contributi pensioni ridotte�

          il caso
          Raffaello Masci

            ROMA
            Su cento euro di stipendio lordo pi� di 45 vanno in trattenute fiscali o previdenziali. La pressione fiscale � scesa di 4 decimi per le famiglie monoreddito nell’ultimo anno (da 35,6 a 35,2 per cento), ma per i single � rimasta tale e quale a quella del 2004 (45,4%).

              Al di l� dei decimi di punto in pi� o in meno, il dato non � nuovo, ma nel momento in cui si infiamma il dibattito sulla riduzione del cuneo fiscale (cio� il divario tra lordo e netto delle buste paga) presente nelle proposte di entrambi gli schieramenti elettorali, � suffragato dalle rilevazioni del Rapporto �Taxing Wages� sul prelievo fiscale sui salari, presentato ieri dall’Ocse, l’organizzazione dei 30 paesi pi� sviluppati del pianeta.

                La situazione per l’Italia � drammatica, secondo l’Ocse: si trova al settimo posto della classifica dei paesi pi� tassati, con un prelievo medio del 45,40. Peggio di noi, per la verit�, stanno i belgi (55,43% di prelievo fiscale), i tedeschi (51,77%), gli ungheresi, i francesi, gli svedesi e gli austriaci, ma resta da valutare quali servizi questi popoli ricevano a fronte di tanto salasso. La media Ocse, comunque, sarebbe di 37,28%, con l’Inghilterra che � al 33%, gli Usa al 29,1%, in Giappone al 25,7%. Ma ci sono anche tre stati (Nuova Zelanda, Messico e Corea) sotto il 20%.

                  Ma cosa c’�, in Italia, dentro questo �cuneo�, grande madre di tutti i balzelli fiscali? La voce pi� grossa � costituita dai contributi previdenziali a carico dell’impresa che sfiorano un quarto della retribuzione lorda (24,9%), a seguire la tassazione sul reddito (Irpef) che si attesta al 13,6%, quindi i contributi previdenziali a carico del lavoratore (6,9%).

                    La tassazione, inoltre – rileva ancora l’Ocse – non � adeguatamente distribuita tra i cittadini: le famiglie sono privilegiate (35,2%) e i single tartassati (45,4), un dato che richiede una riflessione se si considera che � single il 26% della popolazione e che questa fetta � costituita in larga parte da anziani soli e monoreddito. In otto paesi Ocse – dice il Rapporto – (Repubblica Ceca, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia, Spagna e Usa), l’imposta sul reddito sulle famiglie monoreddito con due figli � meno della met� rispetto a quella dei single.

                      Poich� il grosso del �cuneo� � costituito da voci destinate alle pensioni, � verosimile che in un paese come il nostro, con un rapido invecchiamento della popolazione, questa voce contributiva possa essere erosa cos� drasticamente come il centrosinistra propone?

                        �Se l’Italia riuscir� a ridurre di 5 punti in un anno il cuneo fiscale, sar� un exploit che a mia conoscenza non ha precedenti – ha commentato Jeffrey Owens, direttore del centro di politica fiscale dell’Ocse -. Proprio nel momento in cui la popolazione invecchia, mi pare difficile tagliare i prelievi sui salari perch� rappresentano una larga fetta del reddito fiscale e finanziano lo stato sociale�. Il rischio, in definitiva, � che a fronte di una riduzione del �cuneo� ce ne possa essere una proporzionale del welfare.

                          All’economista dell’Ocse ha replicato il senatore della Margherita Tiziano Treu, per il quale �il cuneo fiscale pu� essere certamente ridotto senza toccare la spesa sociale. Noi pensiamo di reperire le risorse altrove – ha spiegato -, non � detto affatto che sia necessario tagliare la spesa sociale per finanziare la riduzione fiscale del lavoro. L’impostazione teorica del ragionamento di Owens � giusta, ma non tiene conto della specificit� italiana. Nel nostro paese c’� un’evasione fiscale complessiva di 200 miliardi, solo a recuperarne il 3-4% basterebbe a coprire la riduzione del cuneo fiscale�.

                            Commentando le medesime rilevazioni, il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha sottolineato che la riduzione del cuneo �� uno dei punti del programma dell’Unione che noi condividiamo ma va effettuato a patto che una parte dei vantaggi si riversi sui lavoratori�.

                              L’anomalia del sistema italiano – ha aggiunto il segretario confederale della Uil Paolo Pirani – consiste nel fatto che �da un lato c’� una forte evasione ed elusione fiscale. Mentre dall’altro si pensa a compensare questo con un’imposizione che colpisce il lavoro e la produzione, in misura maggiore rispetto alle rendite finanziarie�, segnalando cos� la fonte a cui attingere per coprire un eventuale taglio dell’imposizione fiscale.