Lo strano caso del signor Monteventi

01/07/2002







(Del 29/6/2002 Sezione: Interni Pag. 5)
DA POTERE OPERAIO AL SOCIAL FORUM: CHI E´ IL POLITICO-GIORNALISTA CHE HA RIVELATO LE LETTERE
Lo strano caso del signor Monteventi
Il direttore: la nostra fonte è attendibile, è un amico di Biagi

DICIAMO che il dischetto ce l´ha dato uno che sicuramente è amico di Biagi, ed è rimasto male per la storia della scorta negata». «Zero in condotta», la rivista d´area no global bolognese che ha pubblicato le lettere del professore ammazzato dalle Br e aperto un nuovo caso politico-giudiziario, è fatta da un pugno di giornalisti che si dicono «indipendenti» e saranno naif quanto si vuole, oltre che abbottonati sulle fonti come si conviene: ma basta sentirli separatamente per farsi un´idea più chiara delle intenzioni che nutrono come delle ambiguità che coltivano. Il direttore, Valerio Monteventi, dice che voleva riaprire il caso sulla scorta non concessa all´economista e sostiene di essere «allibito» per l´effetto di questa vicenda. Siete stati usati? «Impossibile, chi ci ha fatto avere il dischetto è persona attendibile». Rudi Ghedini, che lavora con lui, ammette che sì, «potremmo anche essere stati strumentalizzati da qualcuno, almeno a giudicare dal linciaggio di Cofferati che certamente noi non volevamo». Riccardo Lideo giura che «chi ci ha consegnato quelle lettere era qualcuno che ha voluto bene a Biagi, e ha sofferto perché nessuno ancora paga per la responsabilità di averlo lasciato senza scorta». Possibile che persone così, abituatissime a fare politica (nell´area «antagonista» ma non in quella estrema, cioè nei dintorni di Rifondazione, non nell´anarchismo o nell´autonomia), volessero puntare il dito contro le inadempienze del governo e hanno finito per bastonare Cofferati, di cui tra l´altro si professano amici? Sì, assicurano loro, non pensavamo di scatenare questo caos. «Volevamo fare una denuncia, ed era quello che voleva la nostra fonte». Non è che avete agito «per conto di»? Risposta, una risata. A Bologna l´aperitivo delle otto di sera è stato tutto un darsi di gomito per sottolineare che in fondo sì, «saranno anche compagni, ma almeno compagni un po´ ingenui». E contraddittori, anche. Prendete il direttore di «Zero in condotta», rivista tenuta in vita anche dalla Cgil locale: di peculiarità ne esibisce un bel po´. Consigliere comunale di Rifondazione, ma «indipendente». Referente del Bologna Social forum, però qualcuno lamenta che «vuole mettere il cappello sul movimento no global». Organizzatore dei servizi d´ordine ai cortei, magari per via della stazza, eppure c´è chi dice che faccia parte di un´ala «troppo dialogante» dell´autonomia, quella che discute con la polizia per la gestione delle manifestazioni… Raccontano che è partito da Potere operaio «e ora parla con i poliziotti per assicurare lo svolgimento pacifico delle proteste»; che ha fatto per undici anni l´operaio alla Ducati Moto e per venticinque il «pilone» in una squadra di rugby; che è stato, indifferentemente, preparatore atletico e ghost writer; che dal `93 fa il consigliere comunale ma ha calcato altre scene, prima di quelle mediatiche: addirittura, astronauta in una fiction su Canale 5. In politica? Dialoga con il sindaco Guazzaloca come con la polizia, non proprio amatissima dai no global. Quante altre facce cela lo «strano caso» del signor Monteventi? Il suo protagonista frequenta e anima il centro sociale Tpo. Ha un fan club che lo chiama «il nostro Valerione, bello bravo e bono». Sulla sua rivista scrivono i vecchi «Bifo» Berardi e Bonaga, l´ex della Parietti, accanto al più giovane Matteo Pasquinelli, inventore del portale alternativo «Rekombinant». Ha un motto, inciso nel suo curriculum sul sito del Comune, che recita: «Cavarsela comunque». Come se la caverà, stavolta?