«Lo stop ai prezzi non basta; tagli concordati con tutti»

20/09/2004


            domenica 19 settembre 2004

            Pagina 12 – Economia
             
             
            «Lo stop ai prezzi non basta
            tagli concordati con tutti»
            Il Tesoro corregge Marzano: facciamo come a Torino

            Dura lettera a Siniscalco che poi spiega: il modello da seguire è il vostro
            L´intesa ha spiazzato i commercianti piemontesi impegnati a ribassi del 2%
            Il ministro dell´Economia promette fondi in Finanziaria e si appella alle banche

            DAVIDE BANFO

            TORINO – «L´accordo di Torino sui prezzi è un´iniziativa da esportare, un modello guida che non può lasciare fuori le banche». Il ministro all´Economia Domenico Siniscalco sorride davanti ai commercianti e ai rappresentanti dei sindacati e degli enti locali riuniti ieri mattina alla Camera di Commercio di Torino. Senza giacca e col telefonino spento, Siniscalco riempie tre grandi fogli di appunti e ripete di aver spiegato a Berlusconi che «soltanto coinvolgendo tutte le parti in causa si può fare una vera politica dei prezzi». L´incontro, concordato venerdì pomeriggio dopo un concitato scambio di mail con il leader dei commercianti torinesi Giuseppe De Maria, ha un doppio significato. Da un lato lancia un messaggio conciliante ai commercianti che si sentono traditi dall´accordo siglato venerdì dal ministro Antonio Marzano con la grande distribuzione per un blocco dei prezzi dei prodotti non di marca sino alla fine dell´anno in cambio di una deregulation su orari e promozioni. Dall´altro rilancia l´intesa torinese che senza contropartite prevede a livello metropolitano una riduzione del 2 per cento dei prezzi su circa 600 prodotti non di marca ed il coinvolgimento dei produttori, dei sindacati e delle associazioni dei consumatori. Come fanno notare ambienti vicini al ministero del Tesoro, «occorre andare oltre l´impostazione dell´intesa di venerdì, non basta congelare i prezzi, bisogna ridurli e soprattutto bisogna farlo in modo concordato con tutte le categorie, non solo con la grande distribuzione». Siniscalco tenta dunque di ricucire lo strappo con i commercianti (che ieri ha spinto il presidente della Confcommercio Sergio Billè a parlare di «promesse che stanno evaporando e di un governo che deve decidere se è il momento di andare a casa») e di venire incontro ai consumatori. E ieri ha annunciato che nel progetto Torino saranno coinvolte anche le banche. «Un accordo che interessa tutti – spiega – deve vedere anche la partecipazione del settore del credito. La determinazione del prezzo di un prodotto come sanno bene gli economisti, e io lo sono ancora, nasce anche dall´accesso al credito delle piccole e medie imprese». E al riguardo gli stessi ambienti del ministero fanno sapere che all´esperimento sotto la Mole saranno dedicate delle risorse nella Finanziaria.

            «Il modello torinese – ha proseguito Siniscalco – è di particolare valore perché coinvolge l´intero sistema e mette assieme cooperazione e competizione. Tra i suoi pregi ha anche quello di basarsi su quattro pilastri fondamentali che sono la trasparenza, il controllo della dinamica dei prezzi, le tariffe e il fisco e i redditi. È un´intesa importante e sotto quest´aspetto il 2005 sarà un banco di prova interessante». E a questo proposito Siniscalco ha dato il via ieri mattina a tre tavoli tecnici torinesi che si metteranno al lavoro per ottenere il contenimento e la riduzione dei prezzi nella piccola e media distribuzione, per raggiungere una maggiore trasparenza del mercato e per studiare i possibili interventi strutturali su tariffe, politiche dei redditi e salvaguardia del potere d´acquisto.


            Un concetto, quello dell´equilibrio tra competizione intesa come concorrenza e collaborazione di tutti i protagonisti, ripreso nel pomeriggio ad Aosta dove Siniscalco ha firmato con la Regione autonoma un accordo sui prezzi simile a quello torinese. Ad Aosta Siniscalco ha parlato anche di correzione delle tasse. «La politica del governo è ridurre le tasse sia in assoluto sia come aliquote marginali, nel senso che sull´ultimo euro che una persona guadagna forse l´aliquota è troppo alta. Anche in questo senso, dunque la struttura della tassazione va corretta».