Lo steward che diventa l’eroe dei lavoratori maltrattati

12/08/2010

Fan su Facebook ed elogi in tv: collette per pagargli gli avvocati
Meno prevedibile l’ondata di simpatia e solidarietà che si è scatenata in tutti gli Stati Uniti e addirittura in mezzo mondo per il 38enne Steve Slater, che il conduttore satirico della NBC, Jimmy Fallon, ha nominato sul campo «eroe della classe lavoratrice» (dedicandogli anche una ballata) proprio mentre i poliziotti andavano ad arrestarlo nella sua abitazione.
I messaggi di sostegno che gli arrivano attraverso molti «media» sono un’infinità: ieri sera la sua pagina su Facebook aveva registrato l’incoraggiamento di ben 150 mila «supporter». In Corea è stata ricostruita con immagini digitali la storia del suo turbolento volo, mentre in America sono già in vendita svariati tipi di magliette che chiedono «Free Steve» o invitano anche gli altri lavoratori frustrati a fare come lui: andarsene via con stile, dall’uscita di emergenza.
Intanto l’assistente di volo (ormai ex) deve vedersela con la giustizia. L’altra sera è stato rilasciato su cauzione (2500 dollari), ma è chiamato a rispondere di reati seri: non tanto il comportamento coi passeggeri a bordo, quanto l’apertura immotivata dello scivolo che avrebbe potuto colpire qualcuno e il fatto di aver lasciato l’aeroporto da un varco riservato alle merci, violando tutte le norme di sicurezza. Rischia sette anni di carcere. Proprio la sproporzione tra la possibile condanna e l’umano gesto di ribellione di una persona alla quale sono saltati i nervi, ha moltiplicato in modo esponenziale la simpatia nei suoi confronti. «Quando ho visto arrivare cinquanta poliziotti che hanno circondato la casa» raccolta un vicino, «ho pensato che avessero trovato il capo di Al Qaeda. E, invece, era il nostro Steve».
La sua avventura è iniziata all’aeroporto di Pittsburgh dove, tentando di sedare una lite fra due donne sull’uso degli spazi nei ripostigli sopra i sedili del volo Pittsburgh-New York, ha deciso di etichettare e trasferire nella stiva una valigia di una di queste viaggiatrici, che si era imbarcata con due pezzi di bagaglio, uno più del consentito. Ne è nata una lite e Steven è stato colpito alla fronte da uno spigolo dello sportello del ripostiglio.
All’atterraggio a New York lo «steward» ha chiesto alla medesima donna di sedersi e di non aprire il ripostiglio con l’aereo ancora in movimento, ma ha ricevuto una rispostaccia e un oggetto caduto dall’alto l’ha colpito di nuovo alla fronte.
A questo punto Slater non ci ha visto più: ha afferrato l’interfono, ha mandato a quel paese con ripetuti «vaffa» tutti i passeggeri a bordo dell’Embraer 160, ha detto che dopo vent’anni di quella vita ne aveva abbastanza e poi, aperta l’uscita di sicurezza, si è lanciato giù dallo scivolo. Non prima di aver preso due birre dal frigo di bordo: un dettaglio, quest’ultimo, che ha contribuito a fare di lui, se non un mito, certamente un personaggio ammiratissimo, molto «trendy», molto «cool».
Ora tutte le sue storie, tutti i suoi comportamenti, vengono scandagliati da chi è alla ricerca di personaggi «cult» sempre nuovi: il dettaglio della birra è quello che entusiasma di più, ma diverte anche il fatto che, dopo tutto quel putiferio, Slater, che è gay, si sia fatto trovare dalla polizia a letto col suo compagno.
Intanto rimbalza ovunque anche la definizione di «bag nazi» che Slater si era autoattribuito su un sito Internet. L’assistente di volo aveva spiegato di essere molto severo nella sistemazione dei bagagli a mano fino al punto di apparire nazista a chi pretende sempre flessibilità. «Ma è necessario — spiegava lui — per tutelare i passeggeri corretti che rischiano di avere zero spazio».
Forse è qui la chiave del mistero, dicono i sociologi. I viaggiatori irritati con gli «steward» scortesi dovrebbero essere più degli assistenti di volo che ce l’hanno coi passeggeri, ma la storia di Steven va oltre: è diventata la vicenda emblematica di un modo di volare che — tra controlli di sicurezza asfissianti, congestione del traffico, ritardi, sedili sempre più stretti e tentativi di portarsi tutto a bordo per evitare i pagamenti supplementari per il bagaglio in stiva — stressa tutti, equipaggio e passeggeri.
Ora qualcuno potrebbe voler fare di Slater il portabandiera di un crociata per cambiare il modo di viaggiare in aereo. Per adesso, però, Steve si occuperà soprattutto di come trasformare la sua improvvisa popolarità in denaro. Sono già iniziate le sottoscrizioni per sostenere le sue spese legali, ma lo steward ormai disoccupato avrà bisogno di molti soldi. A partire dai 25 mila dollari necessari per la sostituzione dello scivolo che ha «sparato» fuori dalla cabina.