Lo slalom per lavoro e pensioni

24/06/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
148, pag. 3 del 24/6/2003
di Teresa Pittelli

Su una settimana cruciale per le riforme pesa anche lo sciopero indetto dalla Cgil in settembre.
Lo slalom per lavoro e pensioni

Con l’incontro tra governo e parti sociali e l’avvio del Dpef

Parte sotto la spada di Damocle dello sciopero generale la settimana decisiva per la verifica di governo, e per la trattativa con le parti sociali su lavoro e pensioni. La Cgil ha infatti proclamato, ieri, due ore di sciopero generale entro la fine di settembre, per protestare contro il decreto di riforma del mercato del lavoro. Una decisione bocciata dal sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi, secondo il quale, ´con lo sciopero, la Cgil conferma il suo approccio conservatore e ideologico a un tema centrale nella funzione sindacale, la regolamentazione del lavoro’. Ma se parte in salita la trattativa tra governo e parti sociali sul decreto attuativo della legge n. 30, che già da oggi prosegue al ministero del welfare, lo sciopero è un’ipoteca anche sull’incontro che i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, e il presidente di Confindustria Antonio D’Amato, hanno chiesto al premier, Silvio Berlusconi, in vista della presentazione del Dpef, il Documento di programmazione economico-finanziaria. Intanto, in settimana, è attesa anche la verifica di governo, con un faccia a faccia tra Berlusconi, il ministro del welfare Roberto Maroni e il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, per decidere la linea dell’esecutivo sulla riforma delle pensioni.

- Lo sciopero di corso Italia. Via libera a due ore di astensione articolata con assemblee, da effettuarsi entro la fine di settembre 2003, contro la riforma del lavoro ribattezzata legge Biagi dal governo. Il direttivo di corso Italia ieri ha approvato con tre astenuti e un voto contrario la proposta di Epifani. Mentre Sergio Cofferati, nel corso della seduta, ha annunciato la dimissione dal direttivo della Cgil, e anche dalla carica di presidente della Fondazione Di Vittorio, non appena sarà formalizzata la candidatura a sindaco di Bologna. Un gesto apprezzato dal suo successore per ´l’opportunità e la sensibilità dimostrata’. Lo sciopero approvato dal direttivo riguarda innanzitutto la legge 30, con la quale è ´totalmente in dissenso soprattutto dopo aver approfondito la conoscenza delle norme’. Secondo Epifani ´si arriverà alla precarizzazione del mercato del lavoro e allo smantellamento dei contratti, in particolare nel settore dei servizi oltre che dell’industria’. Ma la mobilitazione è indetta anche per difendere le pensioni e rilanciare lo sviluppo, all’indomani della firma del patto per lo sviluppo con Confindustria e Cisl e Uil. Da qui la critica del sottosegretario Sacconi, che ha insistito ´sull’ostilità dimostrata dalla Cgil per gli organismi bilaterali e per la riforma che rende il modello contrattuale più prossimo all’azienda e al territorio, con la quale si evidenziano i profondi dissensi con Cisl e Uil sul modo di fare sindacato’. Quanto lo sciopero pesi sui rapporti con Cisl e Uil, da un lato, e con gli industriali dall’altro, si vedrà nei prossimi giorni. La settimana che si è aperta ieri è infatti densa di appuntamenti. Dalla convocazione di Cgil, Cisl e Uil e Confindustria sul Dpef, che dovrebbe arrivare a breve da palazzo Chigi, al vertice a tre tra Berlusconi, Maroni e Tremonti, per chiarire una volta per tutte la questione pensioni, alla verifica di maggioranza fissata per venerdì. Il governo, in particolare, dovrà decidere se andare avanti con la delega in discussione al parlamento, basata sugli incentivi a lavorare oltre l’età di pensionamento, o se introdurre disincentivi alle anzianità come chiede Bruxelles, oltre che Confindustria. In tal caso, però, si troverebbe il muro dei sindacati e della Lega. La soluzione può però essere intermedia, come suggeriscono alcune ipotesi circolate nei giorni scorsi, ad esempio lo stop alla cumulabilità delle pensioni di anzianità con altri redditi, da inserire in Finanziaria.