«Lo sciopero generale non ha alternative»

10/02/2002





Cofferati chiude il congresso Cgil rilanciando la sua sfida: Cisl e Uil sbagliano, se hanno cambiato idea sull’articolo 18 lo dicano
�Lo sciopero generale non ha alternative�
�Governo distruttivo come la Thatcher, volgare il tentativo di dividere i sindacati� – Citazione di Luzi per confermare l’addio a giugno
Massimo Mascini
(DAL NOSTRO INVIATO)

RIMINI – La Cgil non chiude formalmente la porta a Cisl e Uil, ma ribadisce con forza tutte le sue ragioni. In un caloroso e sentito discorso Sergio Cofferati ha infiammato la platea, pur provando a lasciare aperto un varco per un’intesa con le altre due confederazioni sindacali. Sul tema pi� importante, centrale nei quattro giorni di congresso, quello dello sciopero generale contro le decisioni del Governo, il segretario generale della Cgil non ha seguito l’ala pi� dura della confederazione ma ha comunque incalzato gli altri sindacati e assicurato di non vedere alternative: �Se ci sono altre strade per raggiungere i nostri obiettivi – ha detto rivolto a Cisl e Uil – ditecelo. Ma io, francamente non le ho colte�. Nei prossimi giorni, comunque, Cofferati chieder� un incontro ai vertici di Cisl e Uil per verificare se esiste la possibilit� di procedere ancora assieme come � stato fatto in queste ultime settimane. Dello sciopero generale separato, non ha fatto cenno. Ma il documento finale, approvato praticamente all’unanimit� dal congresso, in realt�, pur non citandolo, ne fa riferimento, affermando che si cercher� l’accordo con Cisl e Uil, ma anche che la Cgil �non pu� che esercitare la propria autonomia di giudizio e di azione per realizzare quei cambiamenti irrinunciabili dei provvedienti di Governo�. Cofferati non � stato tenero, beninteso. Ha detto senza esitazioni che la Cgil sar� �rigorosa e intransigente�, che non accetter� mai l’immobilismo, ma soprattutto ha chiesto chiarezza al resto del sindacato italiano. Il suo ragionamento � stato molto preciso. �Chiederemo – ha detto – a Cisl e Uil se esistono ancora le ragioni che hanno motivato la mobilitazione di queste settimane. Chiederemo se hanno cambiato idea, cosa questa perfettamente legittima. E se non hanno cambiato idea chiederemo loro come pensano sia posibile raggiungere l’obiettivo che ci siamo fissati, quello dello stralcio delle decisioni relative all’articolo 18 e delle modifiche agli altri provvedimenti�. A giustificazione della reiterazione della richiesta di andare allo sciopero generale Cofferati ha portato l’esempio del 1994, quando si arriv� alla caduta del Governo. Un ricordo troppo lontano? Cofferati ha ricordato il caso dei contratti pubblici della scorsa settimana. Anche qui, dopo varie inutili pressioni, � stato proclamato uno sciopero per la met� di febbraio, e il Governo ha subito trovato le risorse necessarie e si � raggiunta l’intesa. �Un procedimento banale per un sindacalista�, ha commentato. Per questo, sulla base di questa semplicit�, ha chiesto a Cisl e Uil di spiegare i motivi per i quali possa essere considerato inopportuno lo sciopero generale. �Mi si dice – si � lamentato – di avere fantasia e io l’ho esercitata, tanto � vero che abbiamo avuto assemblee, manifestazioni, scioperi articolati. Perch� quelle cose s� e non pu� invece avere diritto di cittadinanza nelle nostre strumentazioni lo sciopero generale? Io non lo capisco�. Sui motivi di fondo che giustificano lo scontro con il Governo – �distruttivo come la Thatcher -, a prescindere dalle forme di lotta, Cofferati si � dilungato, mettendo in evidenza l’intransigenza dell’Esecutivo, che non ha mai nascosto il suo obiettivo primario di dividere il sindacato isolando la Cgil. E proprio in base a questo assunto ha chiesto a Cisl e Uil di non dimenticare che non � necessariamente la Cgil l’obiettivo del Governo. �Oggi tocca a noi – ha detto – domani potrebbe toccare a qualcun altro�. Ugualmente netto � stato il segretario della Cgil respingendo le voci che circolano in merito a possibili soluzioni alternative allo stralcio: una limitazione al solo Mezzogiorno della sospensione dell’articolo 18 o l’accantonamento della norma in attesa di tempi migliori. �Noi – ha detto Cofferati – non ci stiamo, vogliamo lo stralcio�. Bocciato anche il Libro bianco di Maroni: �L’unico che riconosco � quello di Delors, il libro di Maroni non � bianco � limaccioso�. E non si salva neppure la Moratti: �La sua � una riforma che vuole indebolire la scuola pubblica�. Si chiude dunque il 14� congresso. Si chiude in modo unitario e, a sorpresa, � arrivato anche l’annuncio del ritiro di Cofferati. Per prendere commiato dal suo popolo, che gli ha tributato un’altra standing ovation prima ancora che cominciasse a parlare, il segretario uscente � ricorso a una poesia di Mario Luzi che parla di un viaggio. Ha paragonato la Cgil a un grande fiume e ha parlato di un futuro migliore. I cigiellini erano commossi, pi� che applaudirlo non hanno potuto.

Domenica 10 Febbraio 2002