ll lavoro c’è, manca manodopera

10/06/2002


Cecina
Rosignano
Cronaca

Domenica, 9 giugno 2002

ll lavoro c’è, manca manodopera
Turismo, agricoltura ed edilizia i settori più in difficoltà

ROSIGNANO. È una situazione particolarmente strana quella che si sta creando già da un paio di anni a questa parte nella zona riguardo al cosiddetto «lavoro stagionale». Secondo i dati forniti dal Centro per l’impiego di Rosignano Solvay e dalla Filcams-Cgil, infatti, pare che l’offerta sia di gran lunga maggiore della domanda. Ci sono insomma tanti posti di lavoro disponibili, in particolar modo a tempo determinato, che nessuno occupa per diverse ragioni.
Tra queste spicca senz’altro un orario di lavoro prolungato che, se paragonato al netto della paga giornaliera o mensile, non permette al dipendente «temporaneo» di avere guadagni alti. Ma è anche la presenza di «lavoro nero» o semi-sommerso che contribuisce ad aggravare la situazione ed a far sì che molte aziende si ritrovino a stagione iniziata senza il personale necessario alle esigenze dell’attività.
I settori più colpiti dal fenomeno sono quello turistico, comprendente i settori della ristorazione, l’alberghiero, ma anche tutti i servizi ad esso connessi quale ad esempio l’attività legata alle aziende di pulizie che durante l’estate necessitano di un numero maggiore di personale per la manutenzione di residence e villaggi turistici. Anche il settore agricolo ha bisogno di manodopera, così come quello edile per il quale, però, una volta trovato il dipendente, si cerca di assumerlo a tempo indeterminato.
Sono in particolar modo gli stranieri ad essere indirizzati verso questi ultimi due settori, pare infatti che per gli stagionali l’ambito turistico preferisca gli italiani. «I profili richiesti sono solitamente un po’ più bassi in questo periodo» dicono al Centro per l’impiego di via Amendola a Rosignano Solvay, «anche se sporadicamente viene qualcuno a chiedere di un ragioniere con esperienza. La stagione comunque inizia dal periodo pre-pasquale quando i turisti arrivano e c’è bisogno di manodopera, poi c’è un calo ed una ripresa si ha da giugno a settembre. Molti di coloro che si dedicano al lavoro stagionale sono comunque giovani studenti che frequentano ancora la scuola e che durante la pausa estiva vogliono mettere da parte qualche soldo. Dal 15 marzo al 6 giugno di quest’anno su 2.250 avviamenti al lavoro che abbiamo attuato, 1.020 erano a tempo determinato. C’è da precisare però che il decreto legge 368 ha apportato modifiche ai tempi della stagione lavorativa estiva. Il tempo determinato una volta durava 3 mesi, oggi può arrivare fino ad un massimo di tre anni».
Anche il responsabile della Filcams-Cgil, Bruno Calzolari, conferma la difficoltà in atto da un paio di anni nel reperire manodopera. «Ci arrivano molte segnalazioni di aziende che hanno necessità di personale per un periodo limitato» afferma, «è una situazione abbastanza positiva perché vuol dire che il lavoro non manca, ma vorrei denunciare il fatto che ad oggi ancora troppi gestori e proprietari di attività utilizzano il lavoro nero o quello semi sommerso. È un danno all’economia ed alla persona assunta per la quale non si pagano i contributi o lo si fa solo in parte. Come Cgil siamo disponibili ad aprire rapporti con le aziende, ma questa piaga deve sparire ed in merito lancio un appello agli organi preposti affinchè effettuino i dovuti controlli».
CINA
SIGNANO
CR