Liti di lavoro: arriva l’arbitro

29/10/2001

Il Sole 24 ORE.com









    Prima intesa a Milano per il terziario

    Liti di lavoro: arriva l’arbitro
    Rita Fatiguso
    MILANO – Un collegio arbitrale per risolvere con un lodo impugnabile solo per vizi di forma le controversie di lavoro, licenziamenti inclusi. Ieri l’Ebiter, l’ente bilaterale per lo sviluppo del terziario della provincia di Milano, ha tenuto a battesimo un’iniziativa unica in Italia, che completa l’opera iniziata tre anni fa con l’istituzione di una commissione paritetica di conciliazione: le cause non conciliate "in casa", infatti, potranno essere decise irritualmente da un collegio arbitrale altrettanto fatto "in casa". La possibilità è prevista espressamente dal contratto del commercio e dei servizi siglato due anni fa, i costi saranno a carico del fondo dell’Ebiter alimentato dai contributi delle aziende (0,10%) e degli stessi dipendenti del settore (0,05 sulla busta paga inclusa la contingenza). Più in generale il terziario milanese completa il meccanismo del decreto legislativo 80 del ’98 ispirato dal giurista Massimo D’Antona e destinato a deflazionare la giustizia del lavoro accelerando i tempi delle decisioni. Tre anni fa, infatti, il terziario milanese ha dato vita alla commissione paritetica di conciliazione che nel 2000, ormai a regime, ha esaminato 1.328 vertenze individuali, conciliate all’80 per cento. Ebbene, d’ora in poi quel restante 20% potrà essere sottoposto al collegio arbitrale (tre componenti designati dall’Unione del commercio e dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) con sei presidenti ruotanti. Si potrà rinunciare fino al giorno prima dell’udienza, ma il lodo sarà impugnabile tassativamente solo per vizi di forma. Costi e tempi, dunque, del procedimento saranno contenuti e quanto alle materie, resteranno escluse soltanto le molestie sessuali, i risarcimenti per danno biologico e il mobbing, i licenziamenti collettivi e le procedure della Cassa. Considerando il fatto che il tentativo di introdurre i collegi con un accordo interconfederale è andato finora a vuoto, per Giovanni Gazzo, presidente dell’Ebiter, «l’accordo milanese non si limita a dare la possibilità di risolvere a costi ridotti le liti di lavoro, ma introduce una vera e propria cultura della conciliazione nata all’interno della contrattazione collettiva». Gli fa eco Marcello di Tondo, vicepresidente dell’Ebiter, «secondo il quale alle aziende e ai lavoratori viene data l’opportunità di vigilare sul rispetto del contratto». L’istanza al collegio va presentata nei 30 giorni dal fallimento del tentativo di conciliazione, mentre nei 15 giorni successivi il presidente del collegio fisserà l’udienza. A questo punto, si avvia l’istruttoria che prevede, tra l’altro, l’interrogatorio dei testi e delle parti, il deposito di memorie e repliche e di eventuali altri documenti. Nei 45 giorni dalla prima riunione il lodo deve essere emesso e con esso devono essere liquidate le spese eventuali. Non si può però prescindere nella decisione da norme inderogabili di legge e contrattuali, di qui l’impossibilità per il collegio di decidere secondo equità.
    Sabato 27 Ottobre 2001
 
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