Lite tra ministri per tenersi i soldi tolti al Tfr

28/11/2005
    domenica 27 novembre 2005

    Pagina 15 Economia & Lavoro

    Lite tra ministri per tenersi i soldi tolti al Tfr

      Tesoro e Welfare si contendono i fondi risparmiati con il rinvio della riforma al 2008

        di Bianca Di Giovanni / Roma

          ANCORA ALTA TENSIONE sulla riforma del Tfr. Il giorno dopo lo scontro tra Roberto Maroni e la Cgil sulla possibilità che le assicurazioni accedano da subito al mercato della previdenza integrativa, il ministro ribadisce che si tratta solo di un’ipotesi «fantasiosa». Ma nel frattempo nuove incognite si addensano sul provvedimento. Prima tra tutte quella europea, con l’arrivo della direttiva Ue sulla portabilità che potrebbe riaprire i giochi per le assicurazioni. Intanto infuria la polemica sull’utilizzo delle risorse stanziate in finanziaria per la riforma rinviata al 2008, con tanto di scontro diretto tra Maroni e il sottosegretario Giuseppe Vegas. Ma anche Confindustria interviene nel duello, chiedendo che le risorse siano destinate allo sviluppo, mentre per la Cgil è importante che «le risorse rimangano all’interno del sistema previdenziale. Le Regioni dal canto loro ancora aspettano il finanziamento del fondo sociale tagliato quest’anno. Insomma, questo Tfr mancato potrebbe rivelarsi una nuova opportunità, anche se per i più giovani significherà una perdiat netta di 350 euro annui sulle future pensioni.

            Si tratta di una «torta» di 620 milioni, che per Maroni devono restare al Welfare. Ad appoggiarlo ieri anche il suo collega Gianni Alemanno. Il titolare del Welfare propone che le risorse vadano alle cosiddette «donne silenti» cioè «quelle donne che si sono licenziate dopo aver conseguito il minimo contributivo ai tempi della riforma Amato – spiega il ministro – e che poi sono rimaste fuori da tutto perché quella riforma ha alzato il limite per ritirarsi dal lavoro». A dire la verità non si capisce perché Maroni parli solo di donne rimaste imbrigliate in quel meccanismo, tanto che Vegas ha buon gioco a replicare con una battuta che non conosce donne silenti. Il sottosegretario sottolinea poi come sia importante rispettare i vincoli di bilancio: dunque qelle risorse dovrebbero andare a migliorare i saldi. Sulla destinazione dei fondi Maroni si dice pronto ad un incontro con le parti sociali da effettuare tra mercoledì e giovedì prossimi, previa consultazione con Giulio Tremonti, con il presidente della commissione Bilancio alla Camera Giancarlo Giorgetti e con la relatrice della manovra Daniela Santanchè. Intanto la responsabile previdenza della Cgil, Morena Piccinini, avanza la proposta che le risorse siano destinate al decreto sulla totalizzazione da poco rinviato alla camera per problemi sulle coperture. Il provvedimento (che mira a rendere più facile il cumulo di diversi periodi lavorativi) secondo la Cgil è «incompleto e insufficiente, oltre ad essere sottofinanziato – spiega Piccinini – Per noi devono essere allargate quelle maglie, per permettere di cumulare tutti i periodi».

              Fondi a parte, resta comunque un’incognita pesante sul destino complessivo della riforma, visto il rinvio decretato due giorni fa. «Dovete sperare che vinciamo noi perchè la riforma del Tfr la faremo veramente – dichiara Pier Luigi Bersani a un convegno con gli imprenditori a Milano – Se vincono loro la bloccheranno per gli stessi motivi per cui ne hanno rinviato l’applicazione». In effetti le ragioni del rinvio non si capiscono proprio se davvero si vuole lasciare la riforma così com’è. Sull’anticipo concesso ai prodotti privati le cose sic hiariranno solo con la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale. «Se davvero sarà vietato esplicitamente +come dice Maroni – commenta Beniamino Lapadula (Cgil) – saremo tutti più tranquilli. Allo stato la cosa resta dubbia, viste anche le reazioni dell’Ania». Quanto al verdetto Ue sulla portabilità, arrivera in giugno.