Lite Esselunga-Coop a Como

05/10/2007
    venerdì 5 ottobre 2007

    Pagina 23 – Economia e imprese

    Grande distribuzione – Concessa a Caprotti la licenza che il Comune aveva negato alle cooperative

      Lite Esselunga-Coop a Como

        V.Ch.

        MILANO
        Si sta giocando a Como una parte dell’aspra battaglia che, a livello nazionale, sta contrapponendo i colossi della grande distribuzione Esselunga e Coop. Oggetto del condendere nell’areadi Como l’autorizzazione all’apertura di un centro commerciale di 3mila metri quadri a Camerlata, in una zona nevralgica della città. Autorizzazione negata dieci anni fa a Coop Lombardia, e ora in procinto di essere rilasciata a Esselunga, con l’adozione di una variante urbanistica.

        La vicenda, così come le procedure che hanno portato all’approvazione del piano integrato di recupero dell’area, è al centro anche di un’inchiesta giudiziaria che, proprio ieri, ha condotto la polizia ad acquisire documentazione all’ufficio urbanistica del Comune di Como.

        Sempre di ieri l’annuncio di Coop Lombardia di costituirsi nel ricorso al Tar presentato da Esselunga contro l’esito della conferenzaq dei servizi che, in giugno, aveva bloccato l’autorizzazione al supermarket per questioni procedurali. «Le regole in corsa non si possono cambiare – ha detto ieri in una conferenza stampa Daniele Ferrè, direttore sviluppo e affari istituzionali di Coop Lombardia-. Dissero di no a noi, non possono dire di sì ad altri».

        La vicenda comasca è dunque un nuovo capitolo di una sfida che vede contrapposti da tempo da un lato il presidente della catena commerciale Esselunga, Bernardo Caprotti, e dall’altro il vertice del gruppo distributivo Coop.

        Caprotti, in una lettera al Sole-24 Ore e in un volume dal titolo emblematico «Falce e martello» presentato a Milano il 21 settembre, ha pubblicamente accusato Coop di essere un gruppo inefficiente sul piano gestionale, di utilizzare aiuti e di vendere i prodotti con prezzi più alti rispetto a quelli di Esselunga (si veda «Il Sole-24 Ore» del 20 e del 22 settembre). Caprotti ha poi stigmatizzato l’interesse di Coop ad acquisire attività Esselunga.

        La replica delle Coop non si è fatta attendere. I vertici del gruppo cooperativo hanno contrattaccato accusando Esselunga e la centrale acquisti di cui fa parte, la Esd, di aver utilizzato informazioni riservate, sulla base della condanna a giugno (70 euro di multa e due mesi di carcere) del Tribunale di Milano per tre funzionari Esd (si veda «Il Sole-24 Ore» del 26 settembre). A questa centrale acquisti le Coop chiederanno 300 milioni di euro di danni causati dalle presunte attività di spionaggio.

        Esseluna – con un avviso a pagamento pubblicato domenica 30 settembre su alcuni quotidiani (si veda «4Il Sole-24 Ore» del 1° ottobre) – ha minimizzato la portata effettiva delle informazioni utilizzate dai funzionari Esd, ed ha ribadito che ai clienti Coop la pasta costa molto di più rispetto ai propri clienti.