«L´Italia vive oltre i suoi mezzi

27/06/2005
    sabato 25 giugno 2005

      Pagina 8 – Economia

      «L´Italia vive oltre i suoi mezzi
      debito boom, dovete intervenire»

        Corte Conti allarmata. Siniscalco: manovra bis assurda

          I giudici: si ricorre troppo all´indebitamento attratti dal consumismo

            Berlusconi: chiedo 3 anni per rientrare. Il ministro: stretta sugli enti locali

              ROBERTO PETRINI

                ROMA – Stavolta non è un semplice monito o un allarme, la situazione dell´Italia sembra più grave. E´ un´atmosfera da Titanic quella che emerge dalle parole pronunciate ieri dal procuratore generale della Corte dei conti, Vincenzo Apicella, in occasione del Rendiconto generale dello Stato per il 2004. Ripete l´espressione già usata dall´Istat, alcune settimane fa: «Gli attori in gioco non sono riusciti adeguatamente a governare gli elementi negativi». Aggiunge che «questa mancanza di percezione di segnali e rischi sembra potersi cogliere nell´ascesa, pressoché ininterrotta e, alla fine elevatissima del debito pubblico».

                Tutti responsabili e soprattutto chi ci governa, anche se il riferimento – precisa – è a «tempi non necessariamente ravvicinati». «Spese facili», «sistematica violazione dell´articolo 81 della Costituzione», che impone la copertura di ogni nuova spesa, ma anche un atto di accusa all´intero Paese, fatti salvi naturalmente coloro che «vivono in dignitose ristrettezze». «L´Azienda Italia – scandisce l´alto magistrato contabile – da molto tempo, nel complesso e mediamente, sembra vivere al di sopra dei propri mezzi, anche a causa delle tentazioni del consumismo, ovviamente, con pesante ricorso all´indebitamento». Apicella dice che il risultato è lo stesso di quello procurato dai «pericolosi effetti dilatori delle cambiali» e lancia il suo messaggio che ricorda gli Anni Settanta: «In altri tempi si sarebbe parlato della necessità di ricorrere ad un regime di austerità».

                Se questo è il clima, le cifre e l´analisi sono improntate alla medesima preoccupazione e confermano in parte i rilievi mossi dalla Banca d´Italia, dalla Commissione europea, dall´Ocse e dalle altre istituzioni internazionali. Il prodotto interno lordo continua a diminuire «con intensità analoga a quella segnata nel quarto trimestre del 2004» quando scese dello 0,5 per cento e nel 2005 dovrebbe essere uguale a zero. Il rapporto tra deficit e Pil è destinato ad «avvicinarsi al 4 per cento». La conseguenza di questa situazione è stata tratta dal presidente della Corte, Staderini: «Se il quadro resterà così negativo qualche intervento occorrerà, ma spetterà al governo a decidere. Un aumento del deficit si tradurrebbe infatti in un aumento del debito estremamente negativo per rating e Commissione Ue». Staderini ha tuttavia osservato che ci sono «interventi frenanti che non sono consigliabili perché siamo in fase, o quasi, di recessione» e ha suggerito di anticipare la riforma pensionistica in vigore dal 2008.

                All´idea della manovra-bis ha reagito negativamente l´intero governo. Secca la replica di Siniscalco – condiviso da Berlusconi – che ha parlato di «giudizio tipicamente politico» che non compete alla Corte ed ha aggiunto: «Mi stupisce che la Corte dei conti esorti ad una manovra aggiuntiva in una fase di recessione. La malattia dell´Italia va affrontata con una terapia d´urto e senza strette». Nel merito della manovra il titolare di Via Venti Settembre ha osservato: «Stiamo discutendo tra di noi e con l´Europa, ma io ritengo di poterla escludere». Quanto al Dpef che conterrà, quella che il ministro dell´Economia ha definito una «cura shock», arriverà dopo il 30 giugno («quattro giorni», ha precisato Siniscalco) per attendere i dati dell´autotassazione e l´esito del giudizio di Bruxelles riguardo al quale ieri Berlusconi ha detto che chiederà la possibilità di un rientro dal deficit in 2-3 anni a partire dal 2005. Siniscalco ha anche annunciato l´estensione di misure di controllo della spesa agli enti locali (dove la spesa, come ha detto la Corte, sembra correre di più di quella dell´amministrazione centrale).

                  Tornando alla Corte dei conti l´altro oggetto di preoccupazione, come ha detto Apicella, è il mancato funzionamento della macchina della riscossione che dalla visita delle Fiamme gialle all´effettivo pagamento dell´evasore fiscale mostra una vera e propria «evaporazione dell´imponibile». Gli esattori riscuotono solo il 5% per cento dei crediti del fisco.