L´Italia tradita dai turisti

28/11/2005
    lunedì 28 novembre 2005

    Pagina 19 – Cronaca

      Exploit di presenze in Europa e Cina, per noi invece è declino. Perdiamo il 4% di fatturato, in difficoltà le località balneari

        L´Italia tradita dai turisti

          Nel 2005 calo del 7,2% ma tiene la provincia colta

            MARINA CAVALLIERI

              ROMA – Superata dalla Cina, minacciata dalla Croazia, incalzata dalla Spagna, tradita dagli stessi italiani che preferiscono, come altri europei, il mare economico di Sharm, le spiagge esotiche di Cuba, l´Italia delle vacanze è sempre più in crisi. Mentre il turismo a livello planetario è in netta ripresa, il paese del Sole soffre di una crisi d´identità: nei primi sei mesi del 2005 ha subito un calo del 7,2 per cento negli arrivi internazionali e del 4,1 rispetto al fatturato. A differenza della Spagna che ha registrato un incremento del 6 per cento, della Francia che ha visto un aumento dell´1.7, del Regno Unito che vanta un più 11,4 per cento.

              Perché il turismo è in crescita. Le catastrofi naturali, gli attacchi terroristici, gli incidenti aerei numerosi, le incertezze economiche, non hanno spento il desiderio di viaggiare. Nell´era del turismo globalizzato, dei viaggi low cost, delle prenotazioni on line, milioni di persone continuano a spostarsi, a prendere aerei, a organizzare, a sognare una vacanza. Gli anni bui, quelli dal 2001 al 2003, seguiti al crollo delle torri di New York, sono lontani, la grande paura non ha bloccato sul lungo periodo i flussi turistici.

              Gli ultimi dati dell´Organizzazione mondiale del turismo indicano una crescita del 6 per cento degli arrivi a livello mondiale mentre in Europa è previsto per il 2005 un incremento intorno al 4/5 per cento degli arrivi internazionali. Ma in questi nuovi scenari, l´Italia appare sempre più penalizzata, è infatti la principale destinazione europea in crisi, scesa dal quarto al quinto posto nella classifica delle mete turistiche per gli arrivi internazionali, in testa c´è la Francia (75,1 milioni), seguita da Spagna (53,6 milioni), America (46,1 milioni), Cina (41,8 milioni), ecco poi l´Italia con i suoi 37,1 milioni. Ma il Bel Paese ha perso il suo appeal, si è appannato soprattutto il mito che sembrava più longevo e resistente, quello "pittoresco" delle spiagge e del mare. Alle coste italiane i turisti ultimamente preferiscono i paesi emergenti, meno costosi, più competitivi e sempre più raggiungibili. Nel decennio 1995/2005 la Croazia ha avuto un incremento annuo degli arrivi del 20 per cento, la Turchia del 10, il Marocco del 9 per cento annuo, la Slovenia dell´8 per cento e la Tunisia del 4.

                Eppure nell´immaginario, nel sogno che tanta parte ha nella scelta di un viaggio, l´Italia resiste. Secondo uno studio effettuato dalla Doxa nel 2005 sulla "graduatoria del desiderio" in campo turistico, quasi la metà di quelli che prevedono di fare un viaggio in Europa nei prossimi tre anni vorrebbe venire in Italia. A livello di fantasia, il nostro paese si colloca al primo posto. Non è un caso che a resistere sul mercato turistico sono le città d´arte, dei festival, delle mostre, da Roma a Genova, da Mantova a Ravenna, dalla Toscana al Cilento. Ed è sul turismo, grande business globale, che si giocano anche le sfide politiche, ultimo terreno di polemica il taglio di risorse agli enti locali che renderanno, secondo i Ds, e in genere il centrosinistra, l´Italia ancora meno competitiva. Insomma, un´altra occasione persa.