L’Italia torna a viaggiare

09/01/2002

Il Sole 24 ORE.com








    Turismo – Tour operator «spiazzati» dal risveglio della domanda a Capodanno

    L’Italia torna a viaggiare
    Ma voli e alberghi sono stati «tagliati» del 50% – Demoskopea: il peggio è passato
    Martino Cavalli
    MILANO – «Qualche segno positivo a dicembre c’è stato, soprattutto nella settimana tra Natale e Capodanno, ma adesso siamo tornati su valori molto bassi: un po’ di ottimismo c’è, ma bisogna aspettare ancora qualche mese per poter dire se siamo usciti dalla crisi». Giuseppe Boscoscuro, presidente dell’Astoi, l’associazione che raggruppa i tour operator italiani, è un po’ più disteso di un mese fa, quando sembrava che l’intera industria delle vacanze sarebbe stata spazzata via dalla paura del terrorismo. Ma non abbassa la guardia, e anzi tiene a chiarire un "equivoco": in molti hanno fatto fatica a trovare posto sugli aerei o nei villaggi, ma la spiegazione non sta certo in un presunto boom di fine anno. Più semplicemente, l’offerta era stata ridotta del 50%: meno voli di linea, meno charter, meno camere d’albergo. Forse si poteva tagliare di meno, ma ormai è fatta. I tagli alla disponibilità comunque restano, perché il mercato non dà ancora segni convincenti di ripresa. L’unica cosa sicura è che tra settembre e dicembre c’è stato un calo superiore al 60%. E così restano anche i tagli all’orario di lavoro e agli stipendi dei dipendenti, che se non altro hanno allontanato i rischi di licenziamento. A ridare un po’ di fiducia al settore ci ha pensato anche Enrico Finzi, presidente di Astra/Demoskopea, che ha illustrato i risultati del primo monitoraggio «Gli italiani e i viaggi nel 2002», analisi effettuata proprio per conto dell’Astoi e che verrà condotta nuovamente in altre due tappe successive. «Un popolo di emozioni molto forti, ma altrettanto brevi», ha chiosato Finzi, commentando l’improvviso ritorno di fiducia e ottimismo (seppure senza eccessi) tra gli italiani. Il 68% del campione intervistato da Demoskopea prevede di migliorare la propria posizione nel corso dell’anno, o almeno di mantenere i buoni risultati già raggiunti. E così il 73% si spinge a dichiarare di volersi godere la vita, con divertimenti e viaggi, la parola magica che i tour operator stavano aspettando. L’analisi evidenzia anche che il "nocciolo duro" dei viaggiatori all’estero non sembra essere stato minimamente scalfito dagli eventi dell’11 settembre scorso (si veda la tabella a fianco). La vera differenza, rispetto al passato, sta nel numero enormemente superiore di indecisi. Nel corso dei prossimi mesi si capirà meglio la tendenza. Intanto da Roma Antonio Tozzi, presidente della Fiavet (agenzie di viaggio) ha voluto sottolineare che i risultati positivi raggiunti nelle festività di fine anno, soprattutto per quanto riguarda gli impianti ricettivi della montagna, non devono ingannare o creare false aspettative: il turismo italiano è ancora lontano dall’uscire dalla crisi. Tozzi commenta in termini molto negativi alcune conclusioni, «fin troppo entusiastiche», tratte sulla base dei risultati conseguiti dal turismo di fine anno, sottolineando che basta guardare alla fortissima riduzione degli arrivi in Italia di nordamericani e giapponesi (cioè del turismo economicamente forte) per capire la portata della crisi. E se si pensa che a Roma gli statunitensi da soli costituiscono il 30% degli arrivi, aggiunge Tozzi, «le considerazioni che si fanno devono essere ancora di più negative». Proprio lunedì scorso la Fiavet aveva annunciato una stima di 2mila posti di lavoro già persi dal settore delle agenzie di viaggio.
    Mercoledí 09 Gennaio 2002
 
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