«L’Italia riformi il mercato del lavoro»

22/04/2002





La Commissione Ue: va aumentata la flessibilità per facilitare l’accesso all’occupazione con un giusto equilibrio con la sicurezza
«L’Italia riformi il mercato del lavoro»
Roma deve anche ridurre il deficit pubblico 2002, centrare il pareggio nel 2003 e affrontare i nodi critici della riforma delle pensioni
(DAL NOSTRO INVIATO)

BRUXELLES – L’Italia deve attuare pienamente le riforme del mercato del lavoro e continuare la revisione del sistema pensionistico, ma anche fare molta attenzione ai conti pubblici e alla compatibilità della riforma fiscale con l’obiettivo del pareggio di bilancio da centrare nel 2003, perché il quadro congiunturale potrebbe essere peggiore di quanto si prevede a Roma. Due decisi colpi di frusta, sui fronti ben distinti delle riforme strutturali e del rigore dei conti pubblici, sono in arrivo da Bruxelles. Sono contenuti nelle raccomandazioni al nostro Paese nella bozza dei Grandi orientamenti di politica economica (Gope) che saranno approvati il 24 aprile dalla Commissione europea, congiuntamente alle previsioni economiche di primavera. Per quanto riguarda l’occupazione, l’Esecutivo Ue invita il Governo italiano a puntare alla «piena attuazione del recente pacchetto di riforme del mercato del lavoro», per «aumentare la flessibilità» con l’obiettivo di facilitare l’accesso al posto di lavoro. La Commissione riconosce che negli ultimi anni sono stati introdotti in Italia elementi di novità con «un più ampio utilizzo di nuovi flessibili contratti di lavoro», come il part time e il tempo determinato. Molto resta però da fare. Nuove iniziative sono perciò necessarie, «mantenendo il giusto equilibrio tra flessibilità e sicurezza». Bruxelles torna anche sul tema della differenziazione territoriale delle retribuzioni, chiedendo al Governo di «incoraggiare i partner sociali a far sì che i meccanismi di fissazione dei salari tengano maggiormente in conto la produttività e le condizioni dei mercati del lavoro locali» preservando allo stesso tempo la moderazione salariale. La Commissione torna a battere anche altri tasti più volte toccati in passato. Espliciti gli inviti a riformare nel complesso i sussidi di disoccupazione con un «rafforzamento degli incentivi a lavorare», a scoraggiare i pensionamenti anticipati, e a intensificare gli sforzi per ridurre la pressione fiscale sul lavoro, in particolare nei casi di salari bassi. Sul capitolo pensioni, Bruxelles richiama il Governo a mettere mano ai punti critici della riforma Dini del ’95, evidenziati dal rapporto della Commissione Brambilla. Gli aspetti prioritari da correggere sono «l’eccessiva lunghezza del periodo di transizione al nuovo sistema e l’ancora significativo incremento atteso nel tasso contributivo di equilibrio». Insomma, un appello in sintonia con le dichiarazioni del direttore generale del Fondo monetario internazionale, Hors Köhler che ha invitato i leader europei a essere più ambiziosi nel varo di riforme strutturali. «Abbiamo bisogno di leadership – ha dichiarato Köhler in un’intervista all’"Herald Tribune" – vedo una situazione difficile in Italia, per esempio, e campagne elettorali in Germania e Italia». Il direttore dell’Fmi ha ricordato che «tutti nel mondo industrializzato, Italia o Germania, dobbiamo riconoscere che dobbiamo cambiare per assicurare posti di lavoro». Da Bruxelles stanno intanto arrivando anche previsioni di un andamento congiunturale meno roseo di quanto ci si attende in Italia. Per il nostro Paese la Commissione dovrebbe rendere note mercoledì prossimo previsioni di crescita attorno all’1,4-1,5% per il Pil nel 2000, ben inferiori al 2,3% appena confermato dal Governo con la Trimestrale. Il deficit di bilancio dovrebbe essere fissato attorno, o appena sopra, all’1,2% già stimato dall’Esecutivo Ue a novembre. Per il 2003 Bruxelles stima una ripresa che porti al 2,7-2,8% la crescita de Pil con un deficit intorno all’1% rispetto allo 0,2% previsto dal Fondo monetario e ben al di sopra all’obiettivo prefissato del pareggio dei conti. Da qui l’invito al Governo Berlusconi ad «assicurare nel 2002 e nel 2003 il rispetto di uno stabile sentiero di riduzione del deficit in modo da centrare l’obiettivo del pareggio l’anno prossimo». La strada da seguire è quella di surplus primari attraverso «un migliorato controllo della spesa e della sua qualità» che «resta di primaria importanza». Ne consegue l’avvertimento della Commissione europea a calibrare le riforme fiscali per non pregiudicare gli obiettivi di avere conti pubblici più sani. Il Governo dovrà «assicurare che i tempi e le modalità della riforma fiscale delineata in Parlamento, volta a ridurre la pressione impositiva e la tassazione siano coerenti» con il raggiungimento e il mantenimento di una posizione di bilancio vicina al pareggio o in attivo.

E.Br.
Sabato 20 Aprile 2002