«L’Italia riduca le spese militari»

28/10/2004

              giovedì 28 ottobre 2004

              il documento delle confederazioni
              «L’Italia riduca le spese militari»

              ROMA Questi in sintesi i giudizi sulla manovra e le proposte dei sindacati contenuti nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil.

              LA MANOVRA - La Legge finanziaria 2005 è ingiusta, sbagliata e inadatta a rispondere alle esigenze del paese. Il governo deve modificarla radicalmente e avviare un confronto col sindacato sulle seguenti priorità: la piena occupazione ed il lavoro di qualità, il rafforzamento del potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni, il rilancio dell’economia, la difesa e la qualificazione dello stato sociale.

              EVASIONE - Serve una vera lotta all’evasione fiscale. Una armonizzazione europea delle aliquote sulle rendite finanziarie e la riduzione delle spese militari.

              TASSE - No a ipotesi di tagli fiscali indiscriminati e alla eliminazione della progressività delle imposte. La riforma fiscale in discussione è inutile e sbagliata e va ritirata.

              REDDITI - Serve una nuova politica dei redditi che rafforzi il potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni, attraverso il rinnovo dei contratti di lavoro e la destinazione di una quota del pil alle pensioni da definire periodicamente ed una politica fiscale realmente redistributiva, che faccia dell’equità e della lotta all’evasione una scelta coerente.

              SPESE – Vanno scorporate da ogni limite del 2% le risorse destinate alla formazione delle risorse umane, agli investimenti pubblici e infrastrutturali, alla copertura dei contratti di lavoro aperti, allo stato sociale (previdenza, sanità, scuola, sicurezza sul lavoro, politiche sociali) agli ammortizzatori sociali, ai lavori socialmente utili, agli immigrati.

              PREZZI - Serve un’azione incisiva concordata su riduzione dei prezzi e contenimento delle tariffe. In tale strategia diviene urgente la conclusione dei contratti di lavoro aperti e il contestuale avvio della previdenza complementare dei dipendenti pubblici.

              SERVIZI PUBBLICI – Va rilanciato il ruolo del comparto pubblico nelle politiche di sviluppo attraverso la qualità dei servizi offerti. Diventa dunque fondamentale riequilibrare i trasferimenti tagliati agli enti locali.

              MEZZOGIORNO - L’economia va rilanciata partendo dal Mezzogiorno come snodo per l’innovazione e come orizzonte strategico per il paese per ritrovare un sentiero di sviluppo sostenuto da politiche industriali e di settore, basate su investimenti selettivi in ricerca e innovazione. A tal fine gli investimenti verso il Sud vanno riportati al 45% della complessiva spesa per investimenti.