L’Italia perde il confronto dell’estate

05/04/2004



sezione: TURISMO
data: 2004-04-04 – pag: 17
autore: VINCENZO CHIERCHIA LAURA DOMINICI

    IL BUSINESS DELLE VACANZE • Da un’analisi delle proposte dei tour operator esteri emerge la limitata convenienza del nostro Paese
    L’Italia perde il confronto dell’estate
    Le località marittime di Spagna, Tunisia e Turchia sono più appetibili di quelle siciliane o calabresi
    MILANO • Nuovi segnali di difficoltà per la competitività del sistema turistico italiano, in vista della stagione estiva. Si profilano segnali che lasciano intravedere come molto probabili nuovi cali di turisti dai principali bacini di utenza del mercato italiano (dopo il -3,8% del 2003). Intanto — segnalano all’Istat — i pacchetti vacanza rincarano nel 2004 del 7,1% (+4% nel solo mese di marzo). Mentre l’istituto Ref ha rilevato tensioni fino al 10% dei prezzi nel settore turistico a inizio 2004. Dal mercato tedesco (un terzo degli arrivi di stranieri e oltre 6 miliardi di euro di introiti valutari) non arrivano segnali positivi. «Le destinazioni che registrano una crescita di prenotazioni tra i turisti tedeschi — spiega Italo Somariello, direttore Enit di Francoforte — sono Bulgaria, Croazia, Turchia, Oceano indiano, Canarie e Sudafrica, mentre Italia, Asia, Grecia, Nord Africa e Portogallo scontano diminuzioni». In termini di competitività del prodotto, le cifre parlano chiaro. Una settimana a luglio in una destinazione balneare con trattamento di mezza pensione in un 3 stelle viene promossa dal tour operator tedesco Neckermann a 499 euro se si tratta di Hammamet (Tunisia), contro 590 euro per Maiorca e, rispettivamente, 762 e 886 euro per Tropea e Letojanni in Italia. Forte escursione tariffaria anche per il leader tedesco Tui: per analoga tipologia di vacanza si passa dai 532 euro dell’isola di Hvar agli 817 euro di Capo Vaticano. La differenza è praticamente doppia se il turista tedesco preferisce passare due settimane in Puglia piuttosto che in Costa Brava a luglio: 812 contro 420 euro. Per quanto riguarda il mercato britannico, oltre il 70% degli inglesi che va in vacanza sceglie destinazioni balneari e le più richieste — secondo l’associazione degli agenti di viaggi inglesi Abta — sono oggi Spagna, Francia e Grecia, con l’Italia al quinto posto dopo gli Usa. Anche su questo fronte l’Italia si dimostra poco appetibile. L’operatore Thomson — ad esempio — propone a 635 sterline per persona una settimana in mezza pensione in un hotel 3 stelle di Taormina, contro 518 per Minorca, 350 per Port El Kantaoui in Tunisia e 393 per Umag (Croazia). Per i francesi, poi, l’Italia è più facilmente raggiungibile con mezzi propri, ma i pacchetti di viaggio comprensivi di volo aereo risultano spesso più costosi di altre destinazioni. Il tour operator transalpino Look Voyages propone una settimana in un complesso 3 stelle a Palermo a 877 euro, contro 424 euro a Nabeul in Tunisia, 771 euro a Creta e 814 a Ibiza. La situazione dell’Italia è registrata dall’organismo internazionale World travel & tourism council (Wttc) che ha posto il nostro Paese nelle posizioni di coda (11 posto) della classifica mondiale della competitività in campo