L´Italia non compra più

26/05/2003

 
 
    Pagina 13 – Economia
 
 
    L´Italia non compra più il governo corre ai ripari
    In un decreto sconti sui trasporti e rottamazioni
          Per il momento sembra esclusa una riduzione dell´Iva sugli alberghi Si riparla di incentivi alle famiglie e alle giovani coppie
          Confcommercio: le imprese hanno perso l´1,4 per cento del fatturato Confesercenti: il nostro settore ha bisogno di un salvagente
          Un mix di misure per favorire la vendita di elettrodomestici e mobili
          Sempre meno acquisti: a marzo giù dello 0,2%
          Una task force del governo studia le contromisure
          Una tessera ricaricabile per i voli interni, riduzioni sui telepass e sui biglietti ferroviari

          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – Nessuno più spende, i consumi sono fermi, anzi vanno giù: nel mese di marzo sono diminuiti dello 0,2 per cento sul mese precedente. Quanto basta per fare scattare l´emergenza: una task force del ministero dell´Economia ha allo studio un pacchetto di proposte a sostegno della domanda, in particolare attraverso sostegni alla mobilità e al turismo, che sarà tradotto in un decreto del governo pronto – assicurano al ministero – entro una decina di giorni. Oltre alle misure per la «rottamazione» dei mobili e degli elettrodomestici, il governo pensa soprattutto a interventi – d´intesa con Fs, Alitalia e Autostrade – che incrementino il turismo.
          Bisogna risalire all´aprile 2002 per trovare una variazione negativa superiore a quella registrata dall´indice destagionalizzato dei consumi a marzo (allora era stata addirittura dello 0,5 per cento), mese nel quale gli italiani hanno speso lo 0,3 per cento in meno per i prodotti alimentari, lo 0,1 per cento per gli altri. Scendono i consumi di tutti i prodotti, ad eccezione di cd, dvd e videocassette. Aggiunge la Confcommercio: a marzo le imprese commerciali hanno perso l´1,4 per cento del fatturato in termini reali sul marzo 2002 (quelle fino a 5 addetti tra il 3,3 e il 3,7 per cento). Ma la crisi preoccupa anche gli ipermercati.
          L´idea di Berlusconi è di rilanciare gli acquisti attraverso il turismo e la mobilità delle persone. Nei giorni scorsi lui e Tremonti si sono incontrati a Palazzo Chigi e hanno deciso di costituire un tavolo interministeriale, al quale parteciperanno esponenti dell´Economia, delle Attività produttive, dei Beni culturali, dei Trasporti e del Commercio estero. Un ampio ventaglio di proposte è già stato predisposto dai «tecnici», ma toccherà al tavolo interministeriale valutarne gli strumenti e la copertura. Che dipende anche da quanto l´Erario riuscirà a incamerare dal condono: se si va oltre l´obiettivo di otto miliardi, parte delle risorse potrebbe essere messa a disposizione del caso-consumi.
          Il pacchetto di proposte si avvarrà di una serie di intese con Fs, Alitalia, musei e altre società partecipate dal Tesoro, che – per parte sua – sta studiando se ci sono le possibilità di un taglio dell´Iva sui prodotti turistici. L´ipotesi di allineare l´Iva sugli alberghi a quella della «concorrenza» estera (in Italia è del 9 per cento, in Spagna del 7 e in Francia del 5 per cento) è tuttavia giudicata troppo costosa. Le compagnie aeree chiedono un taglio dell´Iva sui biglietti aerei (l´Alitalia, intanto, di sua iniziativa, offrirà 4 biglietti aerei per voli interni gratis ogni volo internazionale in economica, sei se in businnes, e introdurrà il biglietto «ricaricabile» per i voli nazionali a prezzi stracciati). Le Ferrovie propongono pacchetti week-end a tariffe minime e sconti sui convogli notturni.
          C´è poi il capitolo «rottamazioni». Quella dei mobili, come ha anticipato Tremonti, degli elettrodomestici e di altri beni durevoli: il governo non è però intenzionato a favorire un settore rispetto a un altro, tanto che qualcuno parla di incentivi «trasversali» alle famiglie, a partire dalle giovani coppie e dalle famiglie più numerose (come previsto dal Libro Bianco del Welfare). Il sottosegretario all´Economia, Giuseppe Vegas, parla di «un mix di misure» e di «un intervento sui consumi di ampio respiro con caratteristiche di beni durevoli». Secondo la Confcommercio il rilancio dei consumi dovrebbe avvenire attraverso la «rottamazione» dei mobili e con il ricorso al credito d´imposta per l´acquisto di beni durevoli «secondo il modello degli ecoincentivi per le automobili». La Confesercenti chiede esplicitamente al governo «un salvagente alle piccole imprese del commercio, con misure chiare, già nel prossimo Dpef».