“L´Italia non centrerà gli obiettivi”

14/03/2003

14 marzo 2003

 
 
Pagina 30 – Economia
 
 
La Banca centrale europea pessimista anche su Francia e Grecia. Tremonti: la nostra economia non è quella delle statistiche
"L´Italia non centrerà gli obiettivi"

Bce severa: troppe una tantum, nel 2003 risanamento difficile
          Il commissario Solbes: "In Europa la situazione economica è peggiorata"
          Visco (Ds): "Francoforte conferma che i conti sono precari e incerti"

          ELENA POLIDORI


          ROMA – La Bce striglia l´Italia. Nel suo ultimo Bollettino il presidente Wim Duisenberg esprime seri dubbi sulle capacità del paese di rispettare gli obiettivi di bilancio di quest´anno. Come sempre, l´Italia non è il solo paese nella lista nera, ma stavolta è menzionato esplicitamente: «Non ci si attende che Grecia, Francia e Italia riescano a soddisfare i requisiti di risanamento per il 2003». Nel caso italiano si tratta di raggiungere un deficit-pil a quota 1,5 per cento.
          Immediata (anche se indiretta) la replica del ministro dell´economia, Giulio Tremonti, secondo cui l´economia italiana «non è quella rappresentata dalle statistiche» ma è «probabilmente molto più forte». Altrettanto rapida la risposta dell´opposizione. «La Bce conferma i nostri timori», dichiara l´ex ministro Enrico Letta. E il suo ex collega di un tempo, Vincenzo Visco: : «Francoforte conferma che i conti sono precari e incerti» e dunque «smentisce l´ottimismo del governo». Poi annuncia che il centrosinistra presenterà un proprio «rapporto», una sorta di controdocumento sul bilancio, prima della diffusione della trimestrale di cassa.
          Polemiche a parte, la requisitoria di Duisenberg è davvero critica. Qua e là nel rapporto, a più riprese, si parla delle scelte del governo Berlusconi. In un punto, per esempio, è scritto che «in Italia e in Portogallo l´effetto di misure temporanee è in qualche misura incerto» mentre solo Germania e Portogallo «prevedono di compiere gli sforzi indicati dall´Eurogruppo». In un altro passo si legge che «in Italia la riduzione del rapporto debito-pil è principalmente riconducibile ad una operazione finanziaria con un significativo effetto una tantum sul debito» (il riferimento sembra essere all´operazione swap con la Banca d´Italia dello scorso dicembre). In pratica, la Bce critica le troppe una tantum italiane. E subito il sottosegretario all´economia Vito Tanzi annuncia che «forse» nel 2004 il ricorso a questo tipo di aggiustamenti non vi sarà più «se le entrate e le spese saranno sostenibili a lungo termine». In un terzo capoverso del rapporto- stavolta senza nomi e cognomi – Duisenberg sostiene che in diversi paesi vi sono «ipotesi macroeconomiche ottimistiche» sulla cui base si dovrebbero conseguire gli obiettivi di bilancio; vi è anche «incertezza sulle misure di intervento, sulla loro attuazione, sul loro impatto sui conti pubblici».
          Ma non c´è solo l´Italia nel documentone della banca centrale. Viene criticata la Germania perché il suo debito è tornato sopra quota 69% del Pil. E poi, nelle pagine, affiora il problema della guerra: le attese per la crescita economica europea si sono «deteriorate» proprio per le incertezze geopolitiche; a grandi linee, è anche la convinzione del commissario Ue, Pedro Solbes, che parla di situazione economica «peggiorata». Nel complesso, quest´anno, la crescita europea sarà modesta: per rilanciarla servono le riforme strutturali. Non solo. Il rincaro del petrolio è già stato causa del lieve incremento dell´inflazione all´interno di Eurolandia; le tensioni sul mercato del greggio «rendono difficile formulare previsioni» sulla dinamica dei prezzi nel breve periodo e in ogni caso una inflazione sotto il 2% dipende proprio dall´andamento del petrolio. La Bce tuttavia è pronta ad intervenire «con risolutezza e tempestività» per tenere la situazione sotto controllo. Il documento si conclude con un appello ai paesi membri: «L´eventuale conflitto non deve diventare una scusa per non rispettare gli impegni di risanamento».