L’Italia inventa l’inflazione “faidate” – di G.Turani

25/11/2002





COPERTINA
lunedi 25 Novembre 2002
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il punto

L’Italia inventa l’inflazione "faidate"


GIUSEPPE TURANI


Una delle cose più curiose dell’Italia è che abbiamo un’inflazione alta, e resistente, proprio mentre il Paese è fermo, cioè a crescita zero (circostanza, purtroppo, confermata anche dall’Ocse proprio venerdì scorso). In queste condizioni i prezzi dovrebbero scendere e l’inflazione dovrebbe scomparire o quasi. Invece non è così (anche se i manuali di economia proprio questo vorrebbero). C’è da chiedersi allora perché accade questo. E perché accade solo in Italia. In Germania, dove l’economia va male come da noi (se non di più) l’inflazione è scesa all’1,1 per cento: qui resiste al 2,7 per cento. E è una delle più alte d’Europa. Perché?
Secondo gli esperti non esiste una ragione specifica. Se non una sorta di caratteristica antropologica dell’Italia. Ogni volta che l’inflazione si rimette in movimento nel mondo (anche sotto forma di veloci shock), l’Italia è rapidissima nell’importarla e lentissima nel disfarsene quando gli shock sono finiti.
Ma nell’inflazione di queste settimane c’è qualcosa di più. Ci sono la furbizia e la tragedia di un sistema distributivo anomalo. Approfittando un po’ anche del cambio della valuta, uno dopo l’altro i vari settori si sono messi a "aggiustare" i propri prezzi. Con il risultato che adesso tutti sono convinti che "gli altri" abbiano fatto di più, e quindi si ripromettono di ritoccare ancora i prezzi. Insomma, il droghiere pensa che il panettiere sia stato più svelto e più spregiudicato, il macellaio pensa di essere un tonto rispetto al taxista. E allora, mese dopo mese, ognuno manda fuori il suo ritocchino. Il risultato è che l’inflazione resiste e non molla. La gente, ovviamente, si preoccupa e quindi adotta comportamenti che contribuiscono a alimentare l’inflazione. Ma, soprattutto, non fa una cosa che invece dovrebbe fare: e cioè protestare e boicottare chi fa salire ingiustificatamente l’inflazione.
Sopra tutto questo, infine, c’è un governo che, purtroppo, non sa affrontare la situazione. O perché pensa di non avere strumenti o perché è indaffarato in altre cose. Il risultato finale di tutto ciò, comunque, è quello che si è appena detto. Stiamo offrendo il singolare spettacolo di un Paese di fatto fermo, a crescita zero, ma con un’inflazione vivace e tenace. Stiamo smentendo intere biblioteche di libri di economia. Ma, soprattutto, stiamo correndo seri pericoli perché, mese dopo mese, la competitività delle nostre aziende scende e diventa più difficile difendersi sui mercati esteri, che già sono difficili per conto loro. Insomma, ci stiamo dando la zappa sui piedi con un’inflazione che, in gran parte, ci siamo inventati da soli.