L´Italia in piazza contro la guerra

21/03/2003
        21 marzo 2003

         
         
        Pagina 16 – Interni
         I PACIFISTI
         
        L´Italia in piazza contro la guerra
        Scioperi, cortei, veglie, occupazioni: protestano milioni di persone
        Successo delle manifestazioni di Cgil, Cisl e Uil
        Mobilitazione immediata in tutto il Paese
        Incidenti a Venezia e a Trieste vicino ai consolati britannico e americano
        Stazioni e traffico bloccati. A Savona il vescovo in testa al corteo col sindaco

        GIOVANNA CASADIO
        FERRUCCIO SANSA


                ROMA – L´Italia si è fermata. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro la guerra a Roma (100mila), Milano (150mila), Torino (25mila), Genova (40mila), Venezia (12mila), Bologna (90mila), a Firenze (80mila), Bari (10mila) Napoli (20mila), Palermo (10mila), trentamila in Sardegna senza contare le cittadine di tutta la penisola, dal nord al sud. In totale, secondo il Viminale, ottantacinque manifestazioni in 36 province. E poi presìdi davanti ai consolati Usa, cortei, ma soprattutto due ore di uno sciopero che ha avuto, secondo il sindacato Cgil-Cisl-Uil, una delle più massicce adesioni coinvolgendo milioni di lavoratori.
                «Siamo qui a manifestare che non abbiamo perso la speranza», è stato uno degli slogan insieme a «quando la guerra scoppia il mondo si ferma». «No war» e «pace pace pace» sono stati gridati e ritmati dagli applausi. Con lo stop – anche di bus, treni e metrò – che il sindacato aveva annunciato allo scadere dell´ultimatum Usa, nell´ora dell´attacco contro l´Iraq i pacifisti sono scesi nelle piazze. A Roma quattro le manifestazioni, da quella degli studenti al mattino nei pressi dell´ambasciata americana al presidio di sei ore a piazza Venezia prima che partisse il corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil con i parlamentari pacifisti, confluito a sua volta nella fiaccolata del Campidoglio. Un fiume di gente: 100mila solo alla sera, quando i rumori delle mitragliatrici e delle sirene sono stati diffusi a tutto volume dai pacifisti vicino all´ambasciata di via Veneto "isolata" dai disobbedienti con un muro di 15 quintali di fieno.
                Ma sin dalla nottata di ieri i pacifisti si sono ritrovati in veglie davanti alle ambasciate e ai consolati Usa. A Milano gli studenti e i lavoratori si sono riversati in un lungo corteo: i disobbedienti, i volti dipinti di nero, hanno circondato il consolato americano. Piazza Castello a Torino ha raccolto una marea di manifestanti; a mezzogiorno su invito del cardinale Severino Poletto le campane di tutte le chiese hanno suonato per alcuni minuti. Vescovo e sindaco hanno sfilato insieme a Savona (7mila manifestanti). A Milano domenica il discorso del cardinale Tettamanzi sarà distribuito in ogni chiesa. Campane a morto contro la guerra hanno suonato a Treviso. E poi iniziative in tutte le parrocchie.
                Ma la mobilitazione è stata capillare: erano in 4mila a Belluno, 10mila a Pistoia e altrettanti ad Ancona, 3mila ad Agrigento. A Brescia un fascio di luce rossa è stato proiettato sull´orologio di piazza della Loggia per simboleggiare il no della città a ogni violenza. A Padova erano 30mila in piazza e gli studenti hanno pavesato con i colori della pace lo storico Palazzo del Bo´. A Pisa hanno sfilato in 5mila e i disobbedienti hanno impacchettato la sede della Banca nazionale del lavoro. A Potenza sono stati istituiti sei "punti" della pace dove pregare e riflettere. A Reggio Calabria, infine, il passaparola dell´appuntamento per la pace è stato lanciato con migliaia di sms. Manifestazioni tutte pacifiche, eccetto momenti di tensione e scontri a Venezia davanti al consolato britannico con lanci di uova e lacrimogeni, e a Trieste, dove i disobbedienti hanno cercato di entrare nel consolato Usa. L´ondata di protesta non si fermerà: domani a Roma l´Ulivo organizza una manifestazione alle 15 in piazza del Popolo. E oggi nella Capitale sfileranno 200mila agricoltori pacifisti.

                TORINO
                Campane a mezzogiorno

                Oltre venticinquemila studenti in piazza con il blocco delle stazioni ferroviarie, scioperi nelle principali fabbriche, decine di manifestazioni e una fiaccolata finale in piazza Castello. Torino si è mobilitata sin dal mattino presto. Scioperi di due ore al primo turno in diversi stabilimenti, compreso quello di Mirafiori. Alle 9 universitari e studenti delle superiori si sono ritrovati in piazza Arbarello per un lungo corteo che ha bloccato il centro. Alle 12 hanno suonato le campane di tutte le chiese, come chiesto dal vescovo Poletto. Poi un presidio
                davanti alla Prefettura voluto da sindacati e partiti

                GENOVA
                Stop al porto, ricordando Giuliani

                Il porto di Genova, il più grande del Mediterraneo, si ferma all’alba e resta in sciopero, con le banchine bloccate, per 24 ore. In piazza De Ferrari, cuore di Genova, nella notte dell’attacco c’è stata la veglia di chi rifiuta la guerra, mentre ieri 40 mila persone si sono riversate, spontaneamente, saltando il calendario previsto dai sindacati, ancora in piazza De Ferrari. Il sindaco Perìcu ha partecipato a quasi tutte le iniziative. In molti casi è stato applaudito. Un applauso pure alla memoria di Carlo Giuliani, il giovane ucciso durante il G8.

                MILANO
                In 150mila con Cofferati

                Oltre 150mila persone hanno partecipato alle due manifestazioni contro i primi bombardamenti in Iraq. La prima, indetta da Cgil, Cisl e Uil si è conclusa i piazza del Duomo. In piazza c’era anche l’ex leader della Cgil, Sergio Cofferati. La seconda, indetta dal coordinamento degli studenti ha sostato davanti al consolato americano per arrivare alla stazione Centrale, dove gli studenti hanno occupato per mezzora i binari bloccando i treni. Nel pomeriggio, dopo lo sciopero generale dalle 15 alle 17, alcune migliaia di persone hanno partecipato ad altre due manifestazioni e a una fiaccolata

                BOLOGNA
                Flavia Prodi: qui per riflettere

                La stazione di Bologna ieri è stata occupata da un migliaio tra studenti e no global. I treni sono rimasti bloccati per un’ora. In centro ci sono stati due cortei. Il primo dei Cobas, del Prc e degli studenti.
                Il secondo, nel pomeriggio, dei sindacati e dei sindaci. Assente
                il Comune di Bologna. Le stime: 90 mila persone per gli organizzatori, 50 mila per la Questura. In piazza anche Flavia Franzoni, moglie del presidente della Commissione europea Romano Prodi. «Siamo qui e siamo vicini ai problemi di oggi ha detto stiamo cercando di capire come riflettere sulla guerra».
                FIRENZE
                 
                Dalla festa al consolato Usa
                I primi a scendere in piazza sono stati 200 studenti universitari usciti da una festa alle 4 di mattina: sentita la notizia dei primi bombardamenti sono andati al consolato Usa e hanno riacceso le candele ormai spente, che formavano la parola "Pace", lasciate la sera prima dai pacifisti. Ieri mattina, alcune migliaia di studenti hanno sfilato in centro con Cobas e Disobbedienti. La stazione di Santa Maria Novella è stata bloccata per circa due ore da qualche centinaio di manifestanti che hanno occupato i binari. Nel pomeriggio, 80mila persone al corteo di Cgil, Cisl e Uil.
                 
                NAPOLI
                 
                Occupati i binari della stazione
                Ventimila persone in piazza per la pace a Napoli, ieri pomeriggio. Il corteo partito da piazza Matteotti ha raggiunto piazza del Plebiscito e si è sciolto davanti alla prefettura, dopo un breve sit-in. Tra i manifestanti che hanno raccolto l’appello dei sindacati c’erano il sindaco Rosa Russo Iervolino e il presidente della Regione Antonio Bassolino. Per due ore, dalle 18 alle 20, un centinaio di giovani dei centri sociali ha occupato i binari della stazione centrale, bloccando
                il traffico ferroviario. La manifestazione di protesta si è poi
                sciolta senza incidenti
                BARI
                 
                Drappo nero sulla Regione
                Diecimila in piazza per la pace: in tanti hanno partecipato,
                ieri pomeriggio, a una fiaccolata che ha attraversato il centro di Bari, ultima tappa di una giornata di mobilitazione segnata dall’annullamento del consiglio comunale e dall’esposizione
                di un drappo a lutto dal palazzo dell’assemblea. Lezioni bloccate e sostituite con "corsi di pace", all’Università e nelle scuole superiori di tutta la provincia con studenti e professori uniti. Oggi consiglio regionale monotematico sulla guerra, domani comizio in piazza con Massimo D’Alema.
                PALERMO
                 
                Presidiati distributori Esso
                Sagome umane disegnate sull’asfalto davanti all’ufficio culturale
                degli Stati Uniti. Così gli attivisti delle Rete Lilliput hanno voluto dire il loro no alla guerra. La giornata del dissenso è nata con un sit-in all’università ed è proseguita nel pomeriggio con una grande manifestazione per le strade del centro città. I ragazzi della Sinistra Giovanile hanno presidiato alcuni distributori della Esso, accusata di fornire carburante ai mezzi militari americani. In cattedrale, un incontro di preghiera indetto dal cardinale Salvatore De Giorgi.