L’Italia in piazza contro il governo

26/03/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
073, pag. 5 del 26/3/2004
di Alessandra Ricciardi


Cgil, Cisl e Uil contano di replicare il successo del 27 ottobre 2003. Obiettivo: riaprire il confronto.

L’Italia in piazza contro il governo

Quattro ore di sciopero generale, il pubblico impiego raddoppia

L’Italia torna in piazza contro la politica del governo, dalle pensioni allo sviluppo economico, dalla scuola alla sanità, alla tutela del potere d’acquisto dei salari. A quasi cinque mesi dall’ultima protesta, oggi si replica con quattro ore di sciopero generale, con il pubblico impiego che raddoppia e che incrocia le braccia per l’intera giornata. Si rischiano dunque scuole e uffici pubblici chiusi, trasporti bloccati, imprese a mezzo servizio. Fuori dalla mischia i medici, che, per non recare ulteriori disagi ai cittadini, hanno rinviato le loro ragioni al 16 aprile, con l’astensione dei medici convenzionati, e al 24 aprile, con uno sciopero nazionale di 24 ore.

Cgil, Cisl e Uil (aderisce anche la Cisal) contano di replicare il successo del 27 ottobre per lanciare un segnale chiaro: è necessario invertire la rotta, a partire dal modus procedenti del governo Berlusconi, per tornare a praticare la concertazione con i sindacati e fare le riforme ´’che servono veramente per rilanciare il sistema-Italia, ormai in declino’.

Il tema più scottante resta quello del disegno di legge delega sulle pensioni. Cgil, Cisl e Uil negano che il sistema previdenziale non reggerà come invece sostiene il governo: le tre riforme degli anni 90, argomentano, hanno già determinato un risparmio di spesa pari a circa 100 miliardi di euro e continueranno a produrre risparmi tanto che l’Italia nel 2050 dovrebbe essere il paese con il maggior invecchiamento demografico ma anche il minor incremento di spesa previdenziale. Il sistema contributivo, inoltre, garantirebbe a pieno il pagamento delle pensioni future dei giovani.

Il governo si è dichiarato pronto a incontrare, all’indomani dello sciopero, i sindacati, ma ciò non significa che ´rivedrà la riforma previdenziale’, ha puntualizzato il ministro del welfare Roberto Maroni. Il responsabile del dicastero del lavoro ha ricordato poi che ´sono state già accolte quasi tutte le richieste del sindacato’, e cioè l’eliminazione della decontribuzione, l’introduzione del silenzio-assenso per il tfr, e l’attenuazione dello scalone per i requisiti delle pensioni d’anzianità. ´Il confronto è stato molto intenso, ed è stato compiuto’, ha detto Maroni, secondo il quale ci sono le condizioni per andare in aula a palazzo Madama col provvedimento già il 19 aprile.

Savino Pezzotta, segretario della Cisl, rilancia, tra i motivi della protesta, la necessità di recuperare il potere d’acquisto dei lavoratori, ma anche quello delle pensioni, ´al fine di rilanciare un’economia che ha necessità anche di consumi adeguati da parte delle famiglie’.

Mette al centro dello sciopero la necessità di ridare competitività all’azienda Italia il leader della Uil, Luigi Angeletti. Parla di un paese ´preoccupato, in ansia per la precarietà del lavoro, per le pensioni, per il caro-vita’.

Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, che boccia la politica economica del governo e non manca di mandare una frecciata anche all’opposizione, il cui programma ´non convince appieno’. (riproduzione riservata)