L’Italia dei super-rincari

19/05/2006
    venerd� 19 maggio 2006

    Pagina 51 – Economia

    Uno studio della Confcommercio analizza l�andamento di prezzi e tariffe negli ultimi dieci anni

      L’Italia dei super-rincari
      per i servizi aumenti dell�80%

        Volano polizze,banche e benzina.Alimentari in frenata

          LUISA GRION

            ROMA – A rovinare i bilanci familiari, negli ultimi dieci anni, sono stati i servizi. Il conto della spesa non c�entra, la passione per i gadget tecnologici nemmeno: se la capacit� d�acquisto degli italiani � visibilmente peggiorata la colpa non � stata del conto della spesa, ma delle assicurazioni e dei servizi bancari e finanziari.

            A questa conclusione � arrivata una indagine di Confcommercio che, mettendo a paragone prezzi in termini reali dal 1995 al 2005, ha scoperto come a fronte di rincari da record nel settore bancario e assicurativo vi sia stata, in campo alimentare, un decisa tenuta dei prezzi. Di pi� – assicurano i commercianti – per diversi beni di largo consumo, come il caff� o la pasta i listini sarebbero addirittura scesi.

            Considerando che nel bilancio delle famiglie pesa sempre pi� il caro-automobile (benzina inclusa) e il caro-abitazione e sempre meno lo scontrino del supermarket, si sono notate molto di pi� le impennate che le cadute.

            Le assicurazioni, per esempio, hanno fatto volare le tariffe a pi� 81,6 per cento, il Bancoposta a 75,6. Nei servizi bancari i prezzi sono lievitati del 33,1 per cento, ma �puniti� sono stati anche i fumatori (sigarette a pi� 44,7 per cento), e i cittadini che hanno investito in cultura: dal 1995 al 2005 la spesa per l�istruzione � salita del 57,7 per cento. Per avere in cucina acqua potabile ora si mettono in conto bollette pi� care del 32,4, per la raccolta dei rifiuti il 14,5. Il tutto in un periodo in cui l�inflazione, smaltiti i record degli anni Settanta e Ottanta, veniva ricondotta, di media, sotto il tetto del 2 per cento.

            Sul fronte opposto invece, il prezzo del caff� � sceso del 19,2 per cento, quello della pasta del 17. I listini degli elettrodomestici sono stati tagliati del 14,5 per cento. Ma il �meglio� � arrivato dai consumi �tecnologici�: negli ultimi dieci anni apparecchi e materiali telefonici – secondo l�indagine Confcommercio – hanno visto crollare i prezzi del 64,7 per cento, quelli fotografici e informatici del 36,5. Il costo dei servizi, sempre nella telefonia, � diminuito del 29,3 per cento. A garantire tale risultato, sottolinea Confcommercio, � stata soprattutto la velocit� del progresso tecnologico, la delocalizzazione della produzione e la concorrenza.

            Ecco la concorrenza: di fronte allo sconcertante panorama offerto dalle tariffe sui servizi, i commercianti assicurano di aver fatto il possibile per frenare la deriva. Commentando l�analisi, Carlo Sangalli, presidente dell�associazione, afferma che �il commercio ha agito in maniera concorrenziale proprio grazie al fatto che � costituito di negozi piccoli, medi e grandi, di catene e commercianti indipendenti�. Questo ha fatto s� che i prezzi fossero tenuti a bada, cosa che non � accaduta nei servizi. �Bisogna introdurre in quel settore una maggiore concorrenza� precisa Sangalli, ma soprattutto �bisogna far crescere l�economia per assicurare un maggior reddito alle famiglie�.

              Famiglie che appunto, un questi dieci anni, hanno visto variare i pensi nel paniere: considerata una spesa di mille euro, se per la casa nel 1995 si spendevano 194 euro ora se ne spendono 208. Nei trasporti si � passati da 123 a 126 euro, per cibi e bevande invece dagli iniziali 168 euro si � scesi a 161.