Listini industriali più «caldi»

17/03/2003




              Domenica 16 Marzo 2003


              Listini industriali più «caldi»

              Esselunga: nella prima parte dell’anno censiti rialzi medi del 4,6%
              V.CH.


              MILANO – Si profilano nuove tensioni sui prezzi dei prodotti confezionati di largo consumo (denominati anche grocery). Secondo una ricognizione del gruppo distributivo Esselunga, sulla base delle condizioni contrattuali in essere, nel corso di questa prima parte dell’anno sono stati censiti rincari dei listini industriali nell’ordine del 4,6% con punte fino al 10,3% nel caso di alcuni prodotti alcolici. Tensioni anche nel settore della cosmetica: gli incrementi oscillano tra il 7% e il 9% mentre nel comparto dei risi ci sono rincari non lontani dal 5%, peraltro – segnalano in Esselunga – a fronte di pesanti flessioni della materia prima che hanno sfiorato anche il 30% tra gennaio 2002 e gennaio 2003. Su un campione di una trentina di categorie e prodotti leader nel largo consumo, tra il 2001 e il 2003 gli incrementi – spiegano in Esselunga – hanno già toccato nel complesso quota 14,4% visti gli aumenti su base tendenziale del 4,72% registrati nel 2001 e del 5,1% circa nel 2002. Tra il 2001 e il 2003 sono stati anche rilevati incrementi cumulati intorno al 19%. Nello stesso tempo il gruppo Esselunga ha rilevato marcate flessioni dei prodotti del commercio equo-solidale, provenienti da Paesi in via di sviluppo che hanno potuto beneficiare del marcato apprezzamento dell’euro sul dollaro (-17,6% rispetto a gennaio 2002), e da aprile si profilano ribassi marcati per banane e caffè con punte fino al 13% su base annua. In netta risalita invece il cacao (+14,5%) a causa delle tensioni nell’area africana. Le tensioni su listini e prezzi finali stanno poi determinando anche un riequilibrio delle quote di mercato sugli scaffali dei supermarket. In base a una ricognizione della multinazionale di ricerche di mercato Iri-Infoscan, la quota dei prodotti di marca leader è in flessione considerando il periodo 1997-2002. La rilevazione sottolinea infatti che nel 1997 la quota dei prodotti di marca leader si attestava al 40,2% nell’ambito dei prodotti di largo consumo confezionati venduti nei supermercati e negli ipermercati. Nello stesso tempo la stima dei prodotti follower (seconde e terze marche) era del 51,2% a fronte di un 8,6% attribuito alle cosiddette marche commerciali, ossia ai prodotti venduti con il marchio delle catene distributive. Nel 2002 la rilevazione ha attribuito alle marche leader una quota del 37,7%. Dal 1997 al 2002 è stata dunque rilevata una flessione del 2,5%. Nello stesso tempo la quota dei prodotti follower è salito al 51,8% (+0,6%) mentre le marche commerciali hanno portato la propria quota di mercato al 10,5% sull’onda dei massicci investimenti effettuati un po’ da tutte le catene distributive.