L’Istat promette trasparenza

12/09/2003

      venerdì 12 settembre 2003

      inflazione
      L’Istat promette trasparenza
      I consumatori restano scettici

      MILANO Le associazioni dei consumatori restano diffidenti sui metodi utilizzati dall’Istat per il calcolo dell’inflazione. E nemmeno l’incontro di ieri è riuscito a fargli cambiare idea. Dopo mesi di polemiche e dopo una battaglia combattuta a forza di cifre e di misurazioni del carovita, ieri, al termine di un lungo faccia a faccia al ministero delle Attività Produttive, il presidente dell’Istat, Luigi Biggeri, ha assicurato che le rilevazioni dei prezzi saranno migliorate e che l’attività dell’istituto sarà potenziata e resa più trasparente, anche attraverso l’istituzione di una serie di tavoli tecnici di confronto. L’impegno non ha però soddisfatto le associazioni dei consumatori che, anzi, hanno ribadito le loro perplessità e chiesto uno sforzo in più per rendere l’inflazione misurata
      più vicina a quella «reale» con cui le famiglie devono fare i conti ogni giorno.
      Non tutte le richieste dei consumatori potranno, infatti, essere soddisfatte.
      Sarà difficile, secondo il presidente dell’Istat, creare indici dei prezzi differenziati per tipologie di famiglie e altrettanto improbabile sarà cambiare i criteri di calcolo della Rc auto (per cui viene preso in considerazione il premio al netto dei rimborsi e non il lordo come richiedono invece molte associazioni). Non solo. «Per il miglioramento della qualità del rilevamento a livello locale è stato fatto ancora troppo poco» – afferma ltroconsumo. Mentre l’Intesa dei consumatori ribadisce la sua richiesta di misurare l’inflazione per fasce di reddito e di adottare panieri differenziati a seconda dei beni di prima necessità o di lusso. L’incontro di ieri «è stato totalmente inutile» – afferma il Codacons – mentre
      per Rosario Trefiletti di Federconsumatori, «i tavoli vanno bene solo se danno risultati concreti».
      Intanto per martedi 16 settembre è in programma il terzo sciopero nazionale degli acquisti, a cui per il momento, oltre alle associazioni dei consumatori e a molte organizzazioni degli utenti, hanno aderito Cgil, Uil, Cia e Confsal.L’Intesa,
      formata da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, chiede che il governo intervenga per fermare una spirale di aumento dei prezzi e delle tariffe «che non trova giustificazioni». E, intanto, per aiutare i cittadini a uscire indenni dal «giorno senza spese», diffonde il vadedecum sugli acquisti «che possono essere evitati o anticipati o ritardati».