L’Istat: inflazione zero a giugno

01/07/2005
    venerdì 1 luglio 2005

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      IL DATO TENDENZIALE RISULTA IN CALO ALL’1,8% DALL’1,9% DI MAGGIO. GIÙ ANCHE I PREZZI INDUSTRIALI ALLA PRODUZIONE

      L’Istat: inflazione zero a giugno

        I consumatori attaccano: «Non ci crede nessuno»

          Luigi Grassia

            In un mese di rincari a raffica l’inflazione frena. Lo dice l’Istat: a giugno l’incremento del carovita è rallentato all’1,8% contro l’1,9% di maggio (dati tendenziale, cioè sui dodici mesi). I prezzi su base congiunturale sarebbero addirittura rimasti invariati: cioè la variazione fra maggio 2005 e giugno 2005 risulta pari a zero. Le organizzazioni dei consumatori diffondono i risultati di un sondaggio secondo cui «solo il 5% degli italiani crede ancora alle rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica».

              Per ricordare solo il caso dei carburanti, la benzina è passata da 1,199 euro a metà maggio a 1,290 alla fine di giugno e il gasolio è decollato da 1,068 a 1,148 euro. Aumenti di questa entità di solito fanno schizzare all’insù i costi dei trasporti e dunque di tutte le merci trasportate, quindi ci si poteva attendere un’accelerazione dell’inflazione; è successo il contrario. Una discesa ancora più marcata, sempre secondo l’Istat, c’è stata per l’indice armonizzato, quello usato in sede europea e che viene calcolato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi e vendite promozionali): a giugno è risultato pari al 2,1% contro il 2,3% di maggio.

                Nei singoli settori le variazioni tendenziali al rialzo più elevate si sono registrate per le bevande alcoliche e i tabacchi (+5,3%), l’abitazione (+4,6%), trasporti (+4,2%) e l’istruzione (+3,4%). L’Istat ha rilevato invece variazioni tendenziali negative nei prodotti alimentari (-0,2%), nei servizi sanitari (-1,5%) e nelle comunicazioni (-4,4%). La media darebbe appunto il -1,8%. Un mese fa lo stesso Istat segnalava una serie di aggravi da record nelle tariffe dei trasporti aerei (+16,2%) e nei carburanti (+9,7%) oltre a una serie di altri aumenti di prezzo in servizi legati alle vacanze, come gli stabilimenti balneari (+6%), i parchi divertimento (+4,9%) e i pacchetti «tutto compreso» (+4,3%).

                  Variegate le reazioni ai dati di ieri (che sono provvisori, visto che i definitivi arriveranno il 14 luglio). Berlusconi si è detto «assolutamente soddisfatto». Invece per i ds il responsabile lavoro e professioni Cesare Damiano «c’è poco da rallegrarsi» perché «diminuiscono il Pil, la produzione industriale e l’occupazione e adesso cala anche l’inflazione.

                  Quando il caro-vita scende a causa della drastica diminuzione dei consumi non c’è niente di cui compiacersi». Inoltre «sarebbe necessario una volta per tutte interrogarsi sull’attendibilità del paniere dei consumi, che non rispecchia assolutamente quelli della famiglia media reale.
                  Un tasto su cui battono altri. Secondo il segretario generale dell’Ugl, Stefano Cetica, «l’Istat non rileva l’aumento dei beni principali. L’analisi è alterata da un vizio d’origine, dal meccanismo con il quale l’Istituto valuta il peso delle diverse voci all’interno del paniere».

                    Vanno giù pesante le associazioni dei consumatori. «L’Istat ha dimenticato gli aumenti dei carburanti» accusano Federconsumatori e Adusbef: «Mentre nell’Eurozona il costo della vita è salito dall’1,9% di maggio al 2,1% di giugno, nel nostro Paese – si legge in una nota congiunta – si certifica una riduzione, come se da noi non ci fossero stati i rincari della benzina e gli altri che le famiglie devono subire», pari a 380 euro all’anno di esborso in più per le sole spese legate all’energia e senza contare l’imminente rincaro del gas. Così pure il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «Non si capisce come l’inflazione possa essere in discesa quando la benzina ha raggiunto livelli record, con le ricadute che tutti conosciamo sia sui prezzi dei beni trasportati che in altri settori». I tecnici dell’Istat rispondono che a giugno la benzina verde risulta calata su base mensile (-1,6%) e su base tendenziale ha avuto un incremento del solo 5,5% contro il +9,7% registrato a maggio.

                      Ieri sono stati diffusi anche i prezzi industriali alla produzione, pure in calo: tasso annuo del 3,1% a maggio contro il +4,4% di aprile e calo congiunturale dello 0,4 per cento. È la prima flessione dallinizio del 2005 e la maggiore dall’aprile 2003.