L’Istat conferma: in settembre l’inflazione accelera (2,6%)

30/09/2002




          sabato 28 settembre 2002

          ITALIA-LAVORO


          L’Istat conferma: in settembre l’inflazione accelera (2,6%)


          (NOSTRO SERVIZIO)
          ROMA – L’inflazione, confermando le previsioni formulate in base alle anticipazioni delle grandi città, continua a puntare verso l’alto. Il tasso annuo in settembre è salito al 2,6% contro il 2,4% di agosto. Le prime stime ufficiali diffuse ieri dall’Istat hanno confermato le indicazioni delle città campione anche per quanto riguarda la variazione mensile, che è risultata pari allo 0,2 per cento. La diminuzione dei trasporti ha quindi quasi completamente neutralizzato i forti rincari dell’istruzione e dell’abbigliamento, mentre anche gli alimentari, dopo tre mesi consecutivi di diminuzione, mostrano sintomi di tensione. L’Intesa consumatori denuncia che i rincari costeranno oltre mille euro a famiglia. Il ministro Marzano replica: l’inflazione è più bassa di due anni fa. La conferma definitiva su settembre arriverà dall’Istat a metà ottobre. La lenta risalita del tasso annuo potrebbe però fermarsi o almeno rallentare già a partire da ottobre, perché il confronto con lo stesso mese dell’anno passato, quando il carovita era salito dello 0,2%, sarà più facile da sostenere. Una variazione mensile simile a quella ormai sicura per settembre, e cioè un aumento attorno allo 0,2% potrebbe, infatti, bloccare la risalita del dato tendenziale, mentre un aumento congiunturale più ridotto potrebbe addirittura farlo scendere. Per dissipare i dubbi sul futuro dell’inflazione comunque bisognerà attendere a lungo – esattamente fino al 22 del mese prossimo – fin quando cioè dalle città campione non arriveranno le anticipazioni su quanto accadrà in ottobre. Al contrario l’indice armonizzato, calcolato dall’Istat secondo quanto previsto dalla Commissione europea tenendo conto anche dei prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi, promozioni), ha fatto registrare in settembre un aumento congiunturale dello 0,6% su agosto, accusando un tasso annuo (+2,8%) più elevato di quello toccato dall’indice nazionale. Ad accusare i rincari più consistenti in agosto sono stati l’istruzione (un +1,9% dovuto alla riapertura delle scuole) e l’abbigliamento (un +0,5% "scattato" con l’arrivo nei negozi dei nuovi guardaroba autunno-inverno). In risalita anche gli alimentari, che a causa del maltempo denunciano un rincaro dello 0,3% dopo tre mesi consecutivi di diminuzione. In ribasso al contrario i trasporti, scesi dello 0,5% grazie alla nuova tregua che si è instaurata sul fronte del petrolio. Ferme le comunicazioni. Su base annua, e cioè nei confronti del settembre 2001, le comunicazioni (-0,9%) restano l’unica voce ancora capace di diminuire. Molto contenuti anche i dati relativi all’abitazione (+1,1%) e alle spese per la salute (+1,3%). Aumenti superiori alla media vengono invece accusati dai pubblici esercizi (+4,8%), dalle spese per l’istruzione (+3,7%), dalle spese varie (+3,3%), dalle spese per il tempo libero (+3,2%), dagli alimentari (+3,1%) e dall’abbigliamento (+3%). Intanto, come afferma il presidente Bruno Tabacci, la Commissione Attività produttive della Camera sta valutando la possibilità di proporre all’Istat una revisione del paniere.
          E.Pag.