L’isola Verde Erboristerie, esito incontro 20/07/2015

Roma, 23 luglio 2015

Si è tenuto il 20 luglio il secondo incontro con la società Isola Verde Erboristerie nell’ambito della procedura 223/91 avviata dalla società.

Abbiamo chiesto in prima battuta se fossero stati effettuati gli approfondimenti relativi alla nostra richiesta di utilizzo della cassa integrazione straordinaria per mitigare l’effetto delle chiusure.

I consulenti aziendali hanno dichiarato che permangono ancora alcuni dubbi dal punto di vista tecnico e che esiste un problema di costi legati alla cassa integrazione, rinnovando quindi la richiesta di ridurre il costo del lavoro e collegandola alla concessione della cigs.

Abbiamo risposto che non possiamo accettare una logica per la quale l’ammortizzatore sociale viene pagato dai lavoratori, considerando anche il considerevole risparmio che l’azienda avrebbe in caso di accordo sulla procedura di mobilità.

Inoltre abbiamo chiesto che vengano sanati quanto prima i dubbi relativi alla possibilità di richiesta della cassa, condividendo che non possa esserci un’invalidazione successiva che aggraverebbe la tenuta economica già compromessa.

Partendo dal presupposto che la cassa integrazione possa essere attivata, abbiamo avviato il confronto sui criteri di utilizzo, che prevederanno al cassa a zero ore per i lavoratori appartenenti ai negozi in chiusura e un accordo di gestione degli esuberi che consenta il richiamo tempo determinato e definitivo dei lavoratori in cigs secondo criteri condivisi.

Abbiamo anche chiesto che l’azienda anticipi il trattamento di integrazione salariale, richiesta che è stata respinta. L’azienda ha dato invece disponibilità ad anticipare quote del tfr nel periodo dei attesa tra la concessione e la decretazione.

A fronte delle insistenze dell’azienda relativamente alla necessità di recuperare i costi dell’ammortizzatore sociale, abbiamo chiesto innanzitutto una quantificazione precisa degli stessi.

Abbiamo poi cercato di spostare l’attenzione sul tema dell’organizzazione del lavoro e della sostenibilità dell’azienda sul lungo termine, affermando che possiamo ragionare di soluzioni atte a contenere il costo del lavoro solo a fronte di un percorso che preveda, al termine dello stesso, una sostenibilità dei punti vendita nel pieno rispetto del contratto nazionale.

Su queste basi abbiamo deciso di aggiornare al confronto in sede ministeriale.

Per facilitare la convocazione in tempi certi e visto l’approssimarsi della pausa estiva, abbiamo sottoscritto un verbale di mancato accordo, collegato a un verbale a latere in cui l’azienda si impegna comunque a riconoscere la retribuzione per tutta la durata della procedura anche in caso di mancato accordo in sede amministrativa.

Infine abbiamo ribadito la richiesta di avere dati sui conti economici dei negozi in chiusura.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt