L’Isae: Italiani meno ottimisti

28/09/2001

Il Sole 24 ORE.com




    L’Isae: dall’11 settembre un brusco ribasso dell’indice di fiducia delle famiglie

    Italiani meno ottimisti
    Peggiorano le attese a medio e a lungo termine sulle prospettive dell’economia
    Rossella Bocciarelli
    ROMA – Scossi, ma non demoralizzati dall’effetto-Bin Laden. Così appaiono i consumatori italiani nella fotografia scattata dall’Isae, l’Istituto di studi e analisi economica, che ieri ha diffuso la rilevazione del mese di settembre, realizzata nei giorni a cavallo della tragedia delle Twin Towers. Complessivamente, l’indagine qualitativa (2000 interviste condotte nei giorni compresi fra il 3 e il 13 settembre) fa registrare una sostanziale tenuta dell’indicatore sintetico del clima di fiducia, che viene elaborato ogni mese sulla base delle risposte a nove domande ritenute le più idonee a sondare l’ottimismo o il pessimismo dei consumatori. Anzi, nonostante la generale incertezza, i giudizi sostanzialmente stabili sulla situazione corrente personale e sull’economia italiana permettono un lievissimo aumento dell’indicatore destagionalizzato rispetto al livello di agosto: si passa infatti a quota 121,7 rispetto al 120,7 del mese precedente. E quanto all’indice grezzo, c’è una discesa, ma senza salti bruschi del sismografo. Questa volta, infatti, i ricercatori dell’istituto di Piazza Indipendenza hanno deciso di applicare lo zoom alle 600 interviste condotte nei giorno del dramma e nelle due giornate successive(10-13 settembre) per valutare il contraccolpo subito dalle famiglie italiane e le possibili ricadute sui futuri comportamenti di consumo. Ebbene, sostiene l’Isae, l’attacco terrorististico all’America ha provocato un peggioramento significativo, ma limitato, nell’intonazione delle risposte fornite prima e dopo l’11 settembre: la stima dell’indice grezzo di fiducia mostra una riduzione media di meno di due punti tra le rilevazioni effettuate prima del "martedì nero" e quelle realizzate dopo, e il livello scende, portandosi da 121,2 ( media dei giorni3-10 settembre) a 119,5 (media dei giorni 11-13 settembre). La "batosta", insomma, c’è stata sulla confidence degli italiani, ma per avere un’idea più precisa della sua intensità, l’Isae consiglia di fare il confronto con il colpo durissimo e improvviso subito dalla fiducia delle famiglie americane: l’indicatore che sintetizza le valutazioni dei consumatori statunitensi, diffuso tre giorni fa dal Conference Board, si è infatti ridotto nella rilevazione di settembre (che comprende anch’essa interviste effettuate prima e dopo l’11 settembre) di oltre 16 punti. Se l’impatto dei drammatici avvenimenti del settembre nero americano è netto ma circoscritto e complessivamente la fiducia si attesta ai livelli di agosto, secondo l’Isae non è il caso tuttavia di rimuovere o sottovalutare il diffondersi del’incertezza sulle aspettative per il futuro. Nelle domande sulle prospettive di qui a un anno per il quadro economico complessivo il saldo netto delle risposte positive subisce infatti una contrazione (scende a +5 contro il +17 della rilevazione di agosto). Anche le risposte alle domande sull’inflazione hanno un doppio registro (buono per il presente, meno buono per il futuro).
    Venerdí 28 Settembre 2001
 
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