L’Iraq lascia i titoli alla Sars – di G.Barlozzetti

22/04/2003

ItaliaOggi (Media e Pubblicità)
Numero
095, pag. 24 del 22/4/2003
di Guido Barlozzetti



Il diario della (tele)guerra.

L’Iraq lascia i titoli alla Sars

Nessuna storia continua ad appassionare i media quanto la sorte di Saddam Hussein. Il grande e temuto antagonista (o protagonista, a seconda dei punti di vista) ogni giorno fa parlare di sé. Risorto televisivamente con il bagno di folla che secondo Al Jazeera si sarebbe svolto il 9 aprile, e cioè il giorno in cui gli americani sono entrati a Baghdad, i dubbi restano. Anzi, aumentano. Almeno per Ahmed Chalabi, l’uomo su cui gli Usa puntano per la fioritura della democrazia in Iraq. Il leader dell’Iraqi national congress annuncia che il raìs non avrebbe mai lasciato il paese e che continuerebbe a muoversi come una trottola da un covo all’altro, con un incolmabile vantaggio di mezza giornata sulle affannose quanto frustrate ricerche dell’intelligence americana.

Mentre, dunque, la primula del deserto resta inafferrabile, un altro paio di carte cade dal mazzo dei super-ricercati. Stavolta tocca al 9 di fiori e al 4 di cuori. Ancora poche, però, rispetto al totale.

Anche nei conti finali della guerra c’è qualcosa che non torna. Da una tv all’altra gira il pallottoliere e, nel crudele esercizio della matematica, i 2.000-2.500 soldati iracheni che sarebbero caduti non solo sembrano ridimensionare l’accanimento degli scontri, ma lasciano sullo sfondo l’ombra delle centinaia di migliaia di armati svaniti nel nulla. Un esercito si è dissolto e nessuno sa bene dove sia finito. Un’altra contesa è, comunque, cominciata. La posta in gioco è l’avvenire dell’Iraq. E tutte le parti cercano visibilità. Da quella scontata dell’ex generale Gardner, il ´governatore’, che arriva a Baghdad, a quella degli imam, che tuonano contro il prolungarsi della presenza americana.

Ma la guerra, ormai, sta lasciando i titoli di testa. La macchina delle news ha bisogno di nuove imprese, del ricambio degli eroi e, anche, di nuovi orrori per alimentare il grande racconto quotidiano. Sale, così, alla ribalta Michael Schumacher, che sulla Ferrari corre e vince a Imola nel giorno della morte della madre: professionalità allo spasimo o cuore di pietra, the show must go on o atto estremo di amore? Ma è in Cina che si annida il terribile mostro che si candida a occupare a tempo pieno la cronaca dei prossimi giorni. Nelle immense province sta facendo prove funeste l’armata del virus Sars, che minaccia di conquistare il mondo.