L’Irak accelera la spaccatura tra gli Stati Uniti e l’Europa

28/03/2003



          Venerdí 28 Marzo 2003
          Kupchan/Il teorico del dissidio


          L’Irak accelera la spaccatura tra gli Stati Uniti e l’Europa

          E l’Alleanza subirà un colpo irreparabile



          MILANO – «Così come l’impero romano, al massimo della sua grandezza, si divise in due zone, quella occidentale e quella orientale, così avverrà tra Stati Uniti e Europa. Siamo figli della stessa cultura, ma Bruxelles prenderà il posto di Bisanzio e Washington quello di Roma». Charles Kupchan, docente di relazioni internazionali alla Georgetown University di Washington e professore al Center for International Affairs di Harvard, ha previsto, un anno fa, la frattura che ci sarebbe stata tra Stati Uniti e "Old Europe" in un suo saggio dal titolo inquietante: «La fine dell’era americana». L’ardita tesi, sostenuta nel libro e ribadita ieri al seminario Idc di Milano, individua nello sviluppo e nel consolidamento della Ue la principale causa del possibile tramonto della supremazia americana». Una visione simile, nella divisione di ruoli, a quella notissima di Robert Kagan, altro teorico d’Oltreoceano, che parla invece di americani vicini a Marte (e quindi all’uso calcolato delle forza) e di europei vicini a Venere (amanti dei comportamenti ottocenteschi imperniati su trattativa e compromesso umanitario). Kagan è l’alfiere della destra repubblicana mentre Kupchan è stato direttore dell’ufficio europeo al National Security Council durante il primo mandato dell’amministrazione Clinton. Entrambi però sono convinti che Europa e Usa si stiano allontanando. «Sono sorpreso – dice Kupchan – della velocità con cui la spaccatura tra Usa e Ue stia procedendo. La divisione sul tema della guerra all’Irak, le opinioni pubbliche così divergenti, sono un catalizzatore di questo diversità di interessi geopolitici. Ciò significa che la sicurezza americana ed europea non sarà più indivisibile e che la sottostante Alleanza Atlantica subirà un irreparabile colpo». La Nato avrà pure qualche problema di ruolo ma parlare di tramonto non è un po’ eccessivo? «No, la sicurezza europea sarà la prossima tappa, dopo il mercato comune e la moneta unica. La politica di difesa europea risulterà da un amalgama dell’attuale ambiziosa politica geopolitica francese e quella più concreta espressa dai tedeschi».
          VITTORIO DA ROLD