L´ira di Sergio, duello con D´Alema “Illusi, Cisl e Uil le avete già perse”

11/07/2002


GIOVEDÌ, 11 LUGLIO 2002
 
Pagina 5 – Interni
 
IL RETROSCENA
 
Un duro confronto, inasprito dall´intervista di Fassino. Cofferati: una vergogna…
 
L´ira di Sergio, duello con D´Alema "Illusi, Cisl e Uil le avete già perse"
 
 
 
I diessini: "Dobbiamo allargare le alleanze". I sindacalisti: "Non capite? Con il sindacato parastatale non c´è più niente da allargare"
 
CONCITA DE GREGORIO

ROMA – La partita, è chiaro e non da oggi, è tra D´Alema e Cofferati. E´ una battaglia tra due uomini, per la leadership prossima ventura, e tra due "visioni strategico-politiche": D´Alema che nel rapporto col governo lascia sempre aperto uno spiraglio di dialogo, di trattativa possibile. Lo ha fatto anche nel suo ultimo intervento alla Camera, dimissioni di Scajola. Cofferati che al governo non intende riaprire una porta che è stato Berlusconi a chiudere: per dividere e snaturare il sindacato, per farne un sindacato di Stato, per azzerare la capacità contrattuale dei lavoratori e cancellarne i diritti. Con una controparte così non si dialoga, dice Cofferati: si combatte.
Lo ha detto anche ieri, alle consultazioni. D´Alema non doveva andare all´incontro, ha deciso all´ultimo di partecipare "per non alimentare polemiche". E´ arrivato in corso Italia da solo, e sbuffando. Sarà stato il caldo: sbuffava. Cofferati ha sceso tre piani di scale tenendo in mano l´intervista di Fassino a ‘Repubblica´ ("Non regalo Cisl e Uil a Berlusconi"). Intervista che ha definito "vergognosa": nel merito e nella "scelta politica" di fargliela trovare sul giornale il giorno stesso dell´incontro. D´Alema, in mattinata, aveva detto di "condividerla completamente". Cattive premesse, insomma.
E´ stato anche per evitare lo scontro personale e diretto fra il Cinese e l´ex presidente del Consiglio che si è scelto di far parlare per primo Epifani, segretario Cgil designato, e Fassino in replica. Relazione lunga, molto tecnica, sugli effetti nefasti del Patto. Replica meno lunga, conciliante, sulla "condivisione" del giudizio negativo sul Patto. In ascolto la segreteria Cgil al completo, dall´altra parte del tavolo i Ds: Giovanni Berlinguer, Livia Turco, Enrico Morando, Pierluigi Bersani, Vannino Chiti, Fassino e D´Alema. Parte il dibattito, che Bersani definirà poi "sciolto": confidenziale ma anche franco, a dirsi le cose in faccia. E´ proprio Bersani il primo a dire che la Cgil "drammatizza", che Cofferati tende a dare la partita per persa quando invece ci sono i margini per "recuperare spazi": bisogna stare attenti alle alleanze, ricucire con Cisl e Uil. Cofferati sa che Bersani dà voce alla linea di D´Alema, ed è qui che interviene: "Vi illudete, Cisl e Uil le avete già perse, stanno dall´altra parte". D´Alema: "Con questo presupposto abbiamo già perso". Cofferati: "Il problema è che voi non avete capito perché Cisl e Uil stanno col governo. La posta in palio è la trasformazione del sindacato in un erogatore di servizi finanziato dal governo, denaro in cambio di duttilità. Viene completamente snaturata la funzione storica del sindacato e questo strappo non si ricuce in due mesi, ci vogliono due anni. Con il nuovo sindacato parastatale non c´è più niente da allargare". D´Alema replica che costringersi in un angolo è condannarsi alla sconfitta, "tu Sergio dai per scontato che loro stanno col Polo noi non diamo per scontato niente, il problema è come riaprire i giochi". Insiste sul fatto che "è utile che il sindacato sia autonomo dalla politica e viceversa", Cofferati osserva che l´annientamento del sindacato è un fatto politico, e che comunque è bizzarro che la preoccupazione del partito in un momento come questo sia "marcare la differenza dal sindacato". Ci sarebbe da combattere una battaglia comune, sottintende, a meno che non ci sia qualche altra preoccupazione, per esempio di natura personale. Non gli sfugge che il suo pensionamento dalla Cgil – per quanto Fassino lo giudichi "una risorsa e non un problema" – crei in via Nazionale qualche apprensione. Adesso è Fassino che riprende a tessere: si può ricercare l´unità, dice, partendo dal contratto del pubblico impiego (territorio Cisl) per il quale il governo non ha stanziato i fondi, e dalla riforma della scuola. Interviene Berlinguer: va bene lavorare su questi terreni, certo, lavoro scuola scienza, ma "è importante che ci sia una lotta incisiva nel passaggio parlamentare", "che si vada verso il referendum sull´articolo 18".
Le posizioni del Correntone e quelle della Cgil sono in grande sintonia, si sa. Fassino cerca di mediare tra la "drammatizzazione" di Cofferati e la "moderazione" di D´Alema. Lo fa intanto dando un valore "molto positivo" a questo incontro, i dalemiani Turco e Bersani lo assecondano: "Molto utile". In Cgil accolgono la valutazione come un "buon segnale". Ma nessuno nasconde che ci sia stato un clima teso. Qualcuno dice che D´Alema appare "equidistante tra governo e sindacato". A metà strada tra Cofferati e Berlusconi: a sinistra non è davvero un complimento.