L´ipotesi mozione di sfiducia divide il centrosinistra

03/07/2002



il caso
Amedeo La Mattina

Del 3/7/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
OGGI POMERIGGIO LA DECISIONE DELL´ULIVO
L´ipotesi mozione di sfiducia divide il centrosinistra

ROMA

LA speranza dei capi dell´Ulivo è che all´ultimo minuto Scajola, sotto la pressione di Fini e degli alleati, si dimetta. Solo così il centrosinistra potrà evitare di prendere la decisione: presentare o no la mozione di sfiducia? Sì, perché su questo l´Ulivo si è diviso. Fintantoché si trattava di attendere le mosse di un Berlusconi in difficoltà e di far macerare la Casa delle libertà (Fi in particolare) in una guerra intestina, il centrosinistra appariva unito nella convinzione che sarebbero stati gli eventi a disarcionare Scajola dal Viminale. Per l´opposizione decidere se presentare una mozione di sfiducia diventava un problema secondario, quantomeno prematuro. Ma ieri il presidente del Consiglio ha sciolto ogni dubbio: fare quadrato attorno a Scajola, e oggi alla Camera difenderlo «a spada tratta», nonostante i mal di pancia della maggioranza. Di fronte a questo nuovo scenario l´Ulivo si è spaccato sull´iniziativa da prendere: Margherita e Sdi escludono la possibilità di presentare una mozione di sfiducia al ministro, i Ds sono invece propensi a percorrere questa strada, Verdi e Pdci non vedono altra possibilità che l´attacco frontale. Sulla linea dura è anche Rifondazione comunista («non vedo quale altra arma abbiamo in mano», ha sostenuto Franco Giordano, capogruppo del Prc), rendendo così più complicata la decisione che oggi pomeriggio l´opposizione dovrà prendere dopo l´intervento di Berlusconi in aula. E sarà proprio l´intervento del premier a tagliare la testa al toro: se, come molti nel centrosinistra prevedono, verranno minimizzate le colpe di Scajola, se sul caso Biagi e la politica della sicurezza Berlusconi andrà all´attacco «in modo provocatorio», allora tutta la sinistra metterà la Margherita con le spalle al muro. «E sarà difficile – ha confessato Castagnetti – dire di no alla mozione di sfiducia, anche se avrà l´effetto di compattare la Casa delle libertà». Per Arturo Parisi in questo modo si finirebbe per fare un «bel regalo al governo». Dario Franceschini, dopo aver premesso che la decisione sul da farsi verrà presa da tutto l’Ulivo, ha precisato che la mozione di sfiducia rappresenta «uno scontro tradizionale tra maggioranza e opposizione, mentre qui si va oltre i canoni tradizionali: abbiamo un ministro dell’Interno che fa dichiarazioni inaudite e non è in grado di garantire la sicurezza degli italiani». Violante, se dipendesse da lui, eviterebbe volentieri il voto, visti i rapporti di forza in Parlamento. Ne ha parlato con il suo collega Castagnetti, ma il capogruppo dei Ds ha verificato che la stragrande maggioranza dei suoi parlamentari è favorevole alla mozione di sfiducia, non solo quelli del «correntone», ma anche tutti i dalemiani (è previsto un intervento molto duro di D´Alema oggi in aula). «Certo, molto dipenderà dal discorso che farà Berlusconi – ha osservato Livia Turco – ma di fronte alle cose inaudite dette da Scajola mi sembra che non ci resti altra strada». «C´è anche una questione di rendere visibile verso l´opinione pubblica di sinistra la nostra battaglia parlamentare», ha aggiunto Giuseppe Caldarola.
«I Ds vogliono una bandierina da sventolare – ha commentato il rutelliano Fistarol – ma in questo modo guardano solo al loro elettorato di riferimento senza rendersi conto che dobbiamo parlare anche agli elettori del centrodestra che sono sconcertati dalle parole di Scajola. Emerge ancora una volta un modo diverso di fare opposizione».
Tutti nell´Ulivo promettono che alla fine si troverà una posizione comune, ma intanto emerge una divisione anche sull´ipotesi (indicata dal capogruppo dei Ds al Senato Angius) di istituire una commissione d´inchiesta sul perché è stata revocata la scorta a Biagi. Così tutti sperano che a levare le castagne dal fuoco saranno Fini e gli altri alleati, con le dimissioni di Scajola. Ma un dubbio insistente ieri serpeggiava in Transatlantico tra i deputati dell´Ulivo: e se al posto di Scajola arriva Fini? Non sarebbe meglio tenersi Scajola e magari anche il capo della Polizia De Gennaro?