L’ipermercato vola sui bassi prezzi

17/06/2004

        sezione: ECONOMIA ITALIANA
        data: 2004-06-17 – pag: 19
        autore: VINCENZO CHIERCHIA
        LA SPESA DELLE FAMIGLIE Hard discount in frenata per la concorrenza delle promozioni nelle grandi superfici
        L’ipermercato vola sui bassi prezzi
        Continua la caduta dei supermarket – Il boom delle «private label» (+15,7%) mette in difficoltà le marche (-3,8%)
        MILANO • Resta difficile la situazione delle vendite nella grande distribuzione. Nel bilancio dei primi cinque mesi del 2004 AcNielsen rileva in particolare una flessione globale media dello 0,6% (in base alle stime sulle quantità vendute) rispetto allo stesso periodo del 2003. AcNielsen evidenzia inoltre una decelerazione della marcia degli hard discount, un’impennata delle vendite delle private label (ossia dei prodotti con il marchio delle catene distributive) e una flessione per i prodotti di marca. Formati. In questa prima parte dell’anno sono risultati in difficoltà i supermercati e, in particolare, i piccoli supermarket di quartiere (denominati superette). Per i primi il consuntivo di cinque mesi segna una flessione complessiva dello 0,4% delle quantità di prodotti vendute. Per le superette il bilancio è ancora più pesante con un calo del 4,6 per cento. Gli ipermercati stanno reggendo — sottolineano le rilevazioni AcNielsen — sull’onda del fatto che gli investimenti in attività promozionali sfiorano il 25 per cento. In pratica negli ipermercati un prodotto su quattro è in offerta speciale. Nel complesso la pressione promozionale si attesta sul 20 per cento.
        Aree. Nei primi cinque mesi AcNielsen ha registrato flessioni apprezzabili delle vendite nella grande distribuzione sia a Nord-Est (-0,9%) sia a Nord-Ovest (-0,8%) sia al Centro (-1,1%); in controtendenza il Sud (+0,6%). Hard discount. I massicci investimenti nelle promozioni stanno frenando la corsa dell’hard discount. AcNielsen stima che a maggio il tasso di crescita delle vendite su base annua sia calato di circa lo 0,2%, dopo aver iniziato il 2004 con incrementi superiori al 10 per cento.
        Prezzi. Negli ultimi 12 mesi — rileva a sua volta l’Unioncamere — il costo della spesa delle famiglie italiane per generi alimentari nei punti vendita della Gdo è aumentato dello 0,7%, con rincari pressoché analoghi in tutte le ripartizioni (+0,8% al Centro, 1,1% per il Mezzogiorno e per il Nord-Est), ad eccezione del Nord-Ovest, dove il costo della spesa non supera lo 0,1 per cento.
        Private label. Nei primi quattro mesi dell’anno AcNielsen ha stimato una crescita vigorosa del mercato delle private label. A valore la crescita si attesta intorno al 12,5% e a volume al 10 per cento. A maggio — secondo i primi dati analitici — c’è stato un ulteriore balzo. L’incremento delle vendite in valore è risultato del 15,7% e la media dei primi cinque mesi è così passata a quota 13,1 per cento. La quota di mercato delle private label sull’universo dei prodotti confezionati di largo consumo (grocery) si attesta quindi intorno al 13,2 per cento. Il consuntivo 2003 aveva segnato una quota del 11,2 per cento. È l’effetto — spiegano in AcNielsen — dei massicci investimenti da parte delle catene distributive che hanno premuto l’acceleratore sui prodotti di cui possono più direttamente controllare prezzi, margini e strategie di marketing. In Italia in genere il prezzo delle private label è del 15% circa più basso di quello dei prodotti di marca di riferimento.
        Prodotti di marca. Le ricognizioni AcNielsen registrano infine ripercussioni per i prodotti di marca. Nel corso dei primi quattro mesi dell’anno il consuntivo delle vendite segnala una flessione delle vendite, su base tendenziale, dell’1,4% in valore. Più pesante il bilancio delle vendite in base alle quantità: in questo calo il calo tocca il 3,8 per cento. Probabile l’effetto di spostamento dell’interesse dei consumatori verso le private label (si contano circa 25mila prodotti già in commercio) più convenienti rispetto ai pari prodotti di marca.