L’ipermercato parla francese

24/09/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Grande distribuzione – Coop più forte nelle province del Centro, ma retrocede nelle metropoli

    L’ipermercato parla francese
    Emanuele Scarci
    Nelle piccole province Coop batte Carrefour e La Rinascente per 12 a 3, ma nelle metropoli, come Milano e Roma, emergono le leadership di Esselunga e Carrefour: da un monitoraggio effettuato nel 2000 dalla Nielsen risulta che solo in 34 delle 103 province italiane un’insegna della grande distribuzione controlla quote di mercato grocery (stimato in 94mila miliardi) superiori al 30 per cento. In 12 province su 34 Coop è leader con market share del grocery (i prodotti confezionati, freschi e quelli per la cura della casa e della persona) variabili tra il 54,5% e il 30,2% mentre in due casi veste i panni dell’inseguitore. La Rinascente-Auchan e Carrefour strappano tre primati ciascuno (e tre posti d’onore in tandem) ed Esselunga uno. Coop ha costruito il suo potere soprattutto nell regioni tradizionalmente "rosse": Toscana ed Emilia Romagna. Considerevole lo spazio conquistato dal commercio associato: Conad ha la leadership in nove province e Intermedia in tre. Tuttavia nelle grandi città, dove la frammentazione è più accentuata, Esselunga si impone a Milano con una quota di mercato del 29% e i transalpini di Carrefour svettano con il 17,2. Alla fine dalla fotografia della Nielsen emerge che spesso anche le aziende più forti si arroccano in ambiti territoriali ristretti, quelli in cui ciascuno è riuscito per ragioni diverse a stabilirsi o dove opera con minori difficoltà. «Ma non dobbiamo sorprenderci delle concentrazioni territoriali – osserva Luca Pellegrini, vicedirettore del Cescom dell’università Bocconi – a Londra il duopolio Tesco-Sainsbury raggiunge il 70 per cento. Quello che conta di più alla fine sono le dinamiche nazionali e in Italia il quadro è in grande movimento». Ballo senza soste. Infatti anche quest’anno il valzer delle alleanze e delle acquisizioni non conosce soste: Carrefour ha costituito una centrale di acquisti che comprende anche Continente e Finiper, che, a sua volta, ha recentemente acquisito la catena Unes; Rewe ha rilevato quello che rimane di Standa (119 punti vendita); Conad si è alleata prima con Coop e poi con la francese Leclerc; Crai ha lasciato la centrale Sirio e ha costituito Secom; Esselunga si è alleata con Selex. Ma non basta: il gigante francese Casino preme sempre di più alle frontiere italiane, Carrefour rilancia sugli investimenti e mette sul tavolo 500 miliardi in due anni per 7 ipermercati, La Rinascente-Auchan destina 700 miliardi l’anno fino al 2005 per aprire un centinaio di punti vendita; Coop risponde ai francesi con 6mila miliardi fino al 2004 per realizzare 22 grandi strutture commerciali e 46 nuovi supermercati. Basterà ad arginare l’aggressività dei transalpini? Finora il tentativo è riuscito solo in parte: l’anno scorso il gruppo Gs-Carrefour ha consolidato il suo primato nel canale degli ipermercati con una crescita della market share di circa il 3%, al 32%, mentre gli inseguitori Coop e Rinascente-Auchan sono rimasti stabili, rispettivamente, al 23,7 e al 18,4. La corsa all’ipermercato ha creato una forte concentrazione: le prime quattro insegne (Gs-Carrefour, Coop, Auchan e Intermedia) rappresentano oramai più dell’85% delle vendite grocery nel canale distributivo. Secondo rilevazioni della Coop, un ipermercato di oltre 6.500 mq fattura mediamente più di 150 miliardi mentre un supermercato di 1.500-2.500 mq non arriva a 18. In altri termini, la redditività degli iper è almeno doppia di un super. «Gli ipermercati – sottolinea Pellegrini – hanno un valore centrale negli equilibri della distribuzione. Peccato che la partita sia resa ancora più difficile dal decentramento amministrativo che ha stravolto la legge Bersani e oggi rappresenta un ostacolo per liberalizzare il commercio». Canale super. Anche nel canale dei supermercati la Coop è meno brillante dei concorrenti, pur mantenendone il comando: l’anno scorso la sua quota di mercato è scesa sotto il 15% mentre Conad (12,2%), Esselunga (10,2%) e Gs-Carrefour (8,5%) hanno fatto lunghi passi in avanti. In questo canale però il livello di concentrazione è minore: le prime quattro insegne controllano la metà del grocery. Poca cosa rispetto agli ipermercati, ma tanto se si considera la giungla delle insegne operanti: praticamente operano tutti i gruppi associati. Complessivamente nell’ultimo biennio la quota di mercato di Coop si è lievemente erosa, scendendo dal 17,3 al 17,1%, e oramai sente il fiato sul collo di Gs-Carrefour. Il gigante transalpino ha guadagnato due punti e mezzo, al 14,3 per cento, e Auchan ed Esselunga un punto e mezzo ciascuno. Oggi hanno, rispettivamente, una quota di mercato di 9,1 e 7,7 per cento. La distribuzione è ormai una lotta tra giganti dove il volume di acquisti è una variabile vitale. I francesi sono in ottima posizione: l’anno scorso il gruppo Carrefour ha superato i 65 miliardi di euro mentre Auchan ha sfiorato 23,5. Molto più di Coop, che ha realizzato "solo" 8,6 miliardi di euro, e di Esselunga, che ha doppiato la boa dei 3. «I volumi sono importanti – conclude Pellegrini – ma i massimi vantaggi connessi alle economie di scala si possono sfruttare nel non food».
    Lunedí 24 Settembre 2001
 
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