L`Ipercoop sospende i licenziamenti

20/09/2013

Cinquecento chilometri in pullman per andare a bloccare l`Ipercoop di Livorno, a poca distanza dalla sede centrale della cooperativa che vuole andare via dalla Campania. Ieri pomeriggio, alle cinque, i lavoratori degli Ipercoop campani hanno voluto manifestare così la loro rabbia contro i licenziamenti nel Mezzogiorno, paralizzando il più importante degli ipermercati della coop livornese. L`occupazione del grande negozio ubicato nella città toscana è avvenuta senza particolari traumi, grazie alla solidarietà manifestata da molti lavoratori della struttura, in gran parte aderenti al sindacato di base Usb, l`organizzazione più dura verso le aziende della grande distribuzione e non solo. Prima del blocco dell`Ipercoop di Livorno c`era stata la manifestazione davanti al quartier generale della Unicoop, a Vignale Riotorto, una ventina di chilometri da Livorno. Qui, a mezzogiorno, un gruppo formato da circa 200 addetti degli Ipercoop di Afragola, Quarto, Avellino e Napoli-Arenaccia è sbarcato da quattro autobus noleggiati dai sindacati di categoria. Ore ed ore di viaggio da Napoli trascorse nella speranza di scongiurare 250 licenziamenti e la contestuale chiusura dell`Ipercoop di Afragola. A ogni modo il presidio a Vignale dei lavoratori campani è stato di quelli pacifici. Bandiere dei vari sindacati in pugno, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e Usb, i manifestanti hanno tentato di fare ingresso negli uffici Unicoop. Alla fine li ha ricevuti proprio il presidente, Marco Lami, che ha annunciato la decisione di sospendere l`invio delle lettere di licenziamento fino all`8 di ottobre prossimo. «Lami probabilmente -spiegano alcuni attivisti sindacali- vuole allungare i tempi di esecuzione dei tagli in Campania nella speranza che le coop emiliane riaprano la trattativa finalizzata all`avvio del piano di salvataggio dei negozi di Afragola, Quarto, Avellino e dell`Arenaccia». La trattativa era stata bruscamente interrotta sul nascere il 26 luglio scorso, in un albergo romano, perché i sindacati avevano ritenuto troppo drastici i tagli imposti ai salari campani d coop Estense e Adriatica. «Come potremo vivere con stipendi che non supereranno i 600 euro ?», l`interrogativo degli addetti del napoletano, avanzato dopo il mancato accordo sulla procedura di mobilità verbalizzato da sindacati e azienda il 13 settembre scorso all`Ormel, l`ufficio regionale del Lavoro. Da quella data ogni giorno è utile a Unicoop per mandare in modo unilaterale le lettere di licenziamento. Una procedura che per il momento è stata congelata dai responsabili di Unicoop. Questa decisione però non ha convinto più di tanto i manifestanti partenopei, che ieri a un certo punto hanno deciso di rinviare di qualche ora il loro ritorno a Napoli per puntare sull`Ipercoop di Livorno. Qui la barriera casse è stata occupata e l`ipermercato è stato costretto a fermarsi. Intanto in Campania, a causa dello sciopero proclamato dai sindacati, sono rimasti chiusi
per tutta la giornata gli Ipercoop di Afragola, Quarto, Avellino e Arenaccia.